Provocazione di Don Mazzi: “In Vaticano girano troppi soldi, ricchezza vergognosa. Il Papa lo chiuda e torni nella sua casetta”


Chi ricorda Don Mazzi? è un presbitero, educatore e attivista italiano, impegnato in attività per il recupero di tossicodipendenti. Da sempre si è scagliato contro le ricchezze della Chiesa, promuovendo la carità di Cristo, lontana dai lussi e dal denaro. Questa volta la sua provocazione punta al Vaticano, accusato di troppi sfarzi ed ori, ricchezze che allontanano i cristiani dalla vera Fede, pessimo esempio controcorrente di ciò che è racchiuso nel Vangelo.

Ecco la sua dichiarazione in un’intervista su Radio Cusano: “In Vaticano c’è il codino e anche qualcosa di più del diavolo. In Vaticano girano troppi soldi, viene esibita una ricchezza vergognosa. Quando sarà più povero sarà anche più vero e autentico e anche i più giovani e i meno giovani crederanno di più. E’ comodo dire agli italiani di aprire le loro case quando ci sono conventi vuoti che potrebbero diventare luoghi di ospitalità anche belli. Apriamoli per ospitare i migranti e i profughi”.

La rovina della Chiesa non sono i pochi preti, ma sono i preti che ci sono: cominciando dai cardinali”. L’attacco alla curia vaticana continua ancora da parte di don Antonio Mazzi, il “prete di strada” che ha fatto la storia con la sua comunità Exodus. Una vita spesa per aiutare gli ultimi, gli emarginati, i tossici. “Non ho fatto il prete da impiegato del Padre Eterno”, afferma.

“Il Vaticano deve scomparire – dice provocatoriamente il don – il Papa deve tornare in una casetta ad Assisi”. “Guarda cosa ha addosso un cardinale: dalla collana e la croce d’oro, all’anello con il diamante – continua – solo con il vestito che indossano si potrebbe sfamare 10 africani”. “Ma non si vergognano?”

Ai conduttori, Alessandro Milan e Leonardo Manera, che gli chiedono qual è la prima cosa che farebbe se diventasse Papa risponde senza mezzi termini: “Chiuderei il Vaticano e San Pietro diventerebbe una chiesa normale”. “I Musei Vaticani li darei in affitto ai giapponesi e ai cinesi – prosegue – e i cardinali li manderei in Africa, che c’è bisogno di preti”. Poi si rivolge provocatoriamente ai radioascoltatori: “Immaginate il cardinal Bertone in Africa, senza attico e senza vestito rosso”.

Don Mazzi e l’accoglienza

Nella stessa intervista le viene chiesto cosa pensa della legalizzazione delle droghe leggere: “In campo educativo su questi temi non devono esserci mezze misure. Il mio è un no secco. La droga leggera non esiste, c’era forse negli anni settanta quando sono arrivato a Milano. Oggi non esiste più, esistono sostanze che cambiano ogni giorno e non riusciamo più a decifrarle e a conoscerle. La mafia è sempre più avanti”.

Ricorda inoltre che lui non ha pregiudizi e  nel corso della sua vita ha accolto sempre chi in difficoltà, compresa Erika De Nardo, la ragazza che nel febbraio del 2001 uccise la madre e il fratellino a Novi Ligure.

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