Scuola e Coronavirus: i medici contrari al certificato medico. Scopriamo perchè


Scuola e Coronavirus: scatta l’obbligo, fino al 15 Marzo di rientrare a scuola, dopo 5 giorni di assenza, solo se muniti di certificato medico. Contrari i medici: “Una follia, inutile burocrazia che porterà folle negli studi con l’aumento dei rischi di contagio” .

Il certificato medico da portare a scuola al rientro, dopo l’influenza, era ormai un vecchio ricordo. Ora però con l’arrivo del Coronavirus tutto cambia: chi è stato assente da scuola per malattia per più di cinque giorni, dovrà infatti, portare un certificato medico. E’ questa una delle misure contenute nel decreto approvato martedi per contenere il contagio.

Tutti gli alunni che torneranno a scuola dopo 5 giorni di assenza, dovranno portare a scuola il certificato medico. Se l’assenza è attribuita ad altri motivi: famigliari, viaggi, lutti, i genitori avranno l’obbligo di rilasciare un auto-dichiarazione in cui si specifica il motivo dell’assenza e si afferma, a chiare lettere, che l’assenza non è collegata a motivi di salute.

In alcuni casi, neppure l’autocertificazione servirà. Come in Emilia Romagna, dove l’assessore alla sanità Sergio Venturi ha sottolineato che: “nel caso si tornasse a scuola lunedì, non servirebbe il certificato medico. A meno che in questa settimana qualche bambino non si sia ammalato, in quel caso serve. Ma se l’unica motivazione legata all’assenza è stata quella dell’ordinanza Bonaccini, si va a scuola senza alcuna giustificazione”.

I medici però non sono concordi con questo provvedimento per diversi motivi: primo motivo è l’inattuabilità e in secondo luogo perchè diventa un mezzo per aumentare il pericolo di maggiore contagio.

I dirigenti scolastici sono felici di avere garanzie in più, attestate sul certificato medico, circa la salute dei propri alunni.

I medici invece, considerano questa procedura come un “rischio di folle negli studi con possibili contagi, un’inutile pratica burocratica”.

Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale afferma apertamente: ” E’ una follia la reintroduzione del certificato obbligatorio per bambini e ragazzi che rientrano a scuola, prevista tra le nuove misure per il contenimento del coronavirus. Non ha fondamento scientifico perché non è possibile certificare l’assoluta certezza di non contagiosità. Nel caso, quindi, lo studente dovesse incubare la malattia, si profilerebbe una responsabilità del medico?.

Sarebbe utile che, prima di prendere iniziative del genere – continua Scotti – venissero consultati i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta. Il rilascio del certificato prevede una visita, non può essere rilasciato per via telematica. Considerando che molti genitori preoccupati hanno tenuto i figli a casa in questi giorni il volume di richieste, immagino, sarà elevato. Avremo quindi ambulatori più affollati e, quindi, più pericolo di contagio. E tutto per un’inutile pratica burocratica”.

Non sono solo le scuola a chiedere il certificato medico ma anche diverse aziende, per assenze oltre i 5 giorni. Un esempio è la casa automobilistica Fca che obbliga i lavoratori a munirsi di certificato.

La risposta dei medici di famiglia continua ad essere la stessa: “In questo modo riempiamo gli studi per burocrazia inutile con maggiori rischi contagio. Bisogna fermare queste misure. Questo provvedimento provocherà affollamenti negli studi di sicuro, ma è la legge e bisogna rispettarla” dice il dottor Andrea Niola, pediatra romano che ha passato il pomeriggio a visitare bambini raffreddati. “Di sicuro chi è andato in settimana bianca o è stato a casa non per motivi di salute, puo tornare tranquillamente in classe con una bella autocertificazione firmata dal genitore”.


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