Reddito di Base Universale di 1.700 euro al mese già attivo in alcuni Stati Europei. E in Italia quando arriva?


Abbiamo parlato a lungo del Reddito di Base, invitando molti italiani a firmare il referendum europeo, affinchè si raggiungesse il numero di firme necessarie per ottenere il beneficio. Giorno 25 Giugno infatti, l’Italia risultava tra i primi 3 paesi dell’Europa favorevoli all’introduzione del sussidio. Ma cosa succede ora? Quando sarà erogato il bonus?

Con la nostra crisi di Governo, c’è pericolo che il Reddito di base non venga introdotto?

Bene, cerchiamo di fare chiarezza…

Reddito di Base: già alcuni stati europei ne hanno dato il via

Il reddito di base,a differenza di quello di Cittadinanza, sarebbe destinato a tutti, indipendentemente dal reddito, dall‘Indicatore della Situazione Economica Equivalente, dalle proprie condizioni di lavoro e dall’età.

Esso potrebbe essere lo spiraglio di luce in questa grande crisi economica dove, a patirne le conseguenze, sono in particolare le famiglie più povere: anziani, pensionati a basso reddito, casalinghe che non hanno diritto ad una pensione, disabili che ricevono un assegno davvero misero.

Sono molti i paesi in Europa che hanno guardato all’iniziativa con curiosità e l’Italia non è da meno, infatti ha raggiunto una quota di adesione del 113%, rispetto al raggiungimento richiesto di 1 milione di firme.

In questo momento solo un paese europeo sta sperimentando il reddito di base universale; si tratta del Galles, dove i giovani che sono intenzionati a lasciare casa e hanno compiuto diciott’anni hanno la possibilità di usufruire di un bonus economico di 1860 euro al mese per un anno. 

E in Italia?

Solo a raggiungimento della percentuale di firme adeguate in tutti gli Stati membri sarà possibile discutere dell’iniziativa del reddito universale di base e delle sue possibili applicazioni anche in Italia. Si attende che anche gli altri stati finiscano l’iter di raccolta firme.

L’esperimento del Galles vuole verificare non solo la fattibilità di tale iniziativa, ma anche le conseguenze sociali ed economiche sui partecipanti.

Si aspetta di vedere i primi risultati, con l’augurio che i percettori possano investire in ricerca di lavoro, attività extra, hobby e che facciano moderatamente girare l’economia del luogo dove abitano. Non ci sono limiti di utilizzo dei soldi erogati in favore dei percettori, ognuno può usarli come crede, senza vincoli.

In Italia non sappiamo quando sarà introdotto e quale cifra sarà erogata. Ci auguriamo che la data sia vicina poichè aiuterebbe molte famiglie.

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