Novità INPS: aumento pensioni fino a 136 euro al mese in base all’età e al reddito

Quando si parla di pensioni, si pensa sempre ai tagli degli importi che non di rado, decrescono a causa dell’andamento dell’economia.
Questa volta però siamo qui per dare buone notizie ai pensionati di tutta Italia da parte dell’INPS. Già dallo scorso anno infatti, è stato predisposto dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, un lieve incremento dell’assegno, ma solo in alcuni casi.
L’aumento sull’assegno pensionistico è molto variabile: 25 euro, 83 euro o 136 euro in più al mese e viene definito in base all’età e ad altri requisiti che descriveremo di seguito.
Ecco chi può ricevere l’aumento della pensione
Nel quadro degli strumenti di sostegno al reddito predisposti dall’INPS, esiste una misura specificamente pensata per tutelare i pensionati che si trovano in condizioni economiche particolarmente disagiate. Si tratta della cosiddetta maggiorazione sociale, un incremento mensile dell’importo della pensione destinato a coloro che percepiscono trattamenti previdenziali di valore molto basso e che presentano determinati requisiti anagrafici e reddituali.
Questa prestazione, che ha natura assistenziale e non contributiva, viene concessa su richiesta del beneficiario ed è rivolta in particolare a soggetti con più di 60, 65 o 75 anni, a seconda dei casi specifici, che percepiscono una pensione inferiore al minimo stabilito dalla legge, aumentata eventualmente della quota di maggiorazione spettante. L’accesso al beneficio è subordinato alla verifica di rigidi limiti reddituali, sia personali che coniugali, nel caso in cui il pensionato viva con il coniuge. In presenza dei requisiti richiesti, l’INPS eroga un contributo mensile aggiuntivo fisso, che si somma all’importo ordinario della pensione già in pagamento, migliorando così – almeno in parte – la capacità economica del soggetto beneficiario.
La maggiorazione sociale può essere applicata a tutte le tipologie di pensioni, comprese quelle di natura assistenziale, come l’assegno sociale, l’assegno mensile per invalidi civili, la pensione di inabilità e altre prestazioni analoghe. L’importo riconosciuto varia in funzione dell’età e della situazione reddituale del richiedente, riflettendo una logica di sostegno mirato alle fasce più fragili della popolazione pensionata.
In definitiva, questa misura rappresenta un’importante forma di integrazione economica, pensata per tutelare il diritto a una vecchiaia dignitosa, in particolare per chi ha alle spalle una carriera lavorativa frammentata o redditi insufficienti.
A chi spetta l’aumento delle pensioni INPS

L’aumento minimo su base mensile, di 25,83 euro, è riservato al pensionato dal compimento dei 60 anni di età.
Al compimento dei 64 anni di età l’aumento sulla pensione sale a 82,64 euro.
Quando il pensionato compie i 70 anni di età, l’aumento sulla pensione diventa ancora più corposo. La sua pensione aumenterà di 124,44 euro o di 136,44 euro.
Se percepisce la quattordicesima mensilità matura il diritto ad un aumento pari a 124,44 euro. In assenza di quattordicesima invece la maggiorazione sociale si attesta sui 136,44 euro al mese.
Come sopra citato, per ottenere l’aumento sull’assegno previdenziale, oltre ai requisiti anagrafici riportati, bisogna possedere requisiti relativi alla situazione reddituale. Vediamo il requisito in termini di reddito che il pensionato deve possedere, quando scatta l’aumento della pensione:
-l’aumento di 25,83 scatta solo se il pensionato ha un reddito inferiore a 7.031,7 euro;
-quello di 82,64 euro avviene solo se il pensionato ha un reddito inferiore a 7.770,23 euro;
-l’aumento più corposo di 124,44 euro o di 136,44 euro è previsto per i redditi inferiori a 10.043,87 euro.
Nel caso si possedessero entrambi i requisiti, anagrafici e di reddito, l’aumento scatterà automaticamente senza la necessità di presentare alcuna richiesta.
