A Gennaio 2022 cambia il Reddito di Cittadinanza: ecco le novità di Draghi


All’inizio del 2022, il Reddito di Cittadinanza sarà sottoposto ad un vero e proprio cambiamento.  Come già affermato da Draghi, non verrà abolito, ma sembra che verrà definitivamente rivisto.

Il presidente del Consiglio mira a rafforzare le misure per sradicare la povertà e modificare i requisiti di accesso e i rapporti equivalenti. Un altro importante cambiamento che vale la pena aspettarsi è il coinvolgimento nella politica attiva del lavoro, con la quale speriamo di stabilire maggiori legami.

In sintesi: il reddito di cittadinanza non sarà eliminato, resterà e sarà rafforzato.

I veri cambiamenti annunciati da Mario Draghi, riguardano un intervento mirato che dia a più persone accesso al beneficio, senza intaccare l’importo, ma che ad esso sia connesso un reale patto di lavoro.

La riforma del reddito di cittadinanza: come cambia 

Negli scorsi mesi il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha istituito un comitato scientifico per la riforma del reddito di cittadinanza. Una revisione che si si basa su due principi: da una parte il rafforzamento delle misure di contrasto alla povertà, dall’altra un maggior legame con le politiche attive del lavoro. Per quanto riguarda il primo aspetto, la priorità è far rientrare le molte persone finora escluse per criteri troppo stringenti. Per esempio gli stranieri: potrebbe essere ridotto da 10 a 5 anni il numero di anni di residenza in Italia richiesto. Potrebbe variare anche la valutazione del patrimonio, così come la scala di equivalenza: ad oggi favorisce i single e penalizza le famiglie numerose, quindi l’idea è quella di riequilibrare i valori. Poi si penserà alle politiche attive del lavoro, da collegare alle riforme previste sul tema, ma sempre considerando che una buona parte di chi riceve il reddito di cittadinanza non è occupabile.

Altra novità riguarderà l’iter burocratico, che sarà più snello e regole più stringenti per chi non accetta posti di lavoro disponibili, ma non solo. Il Governo sembrerebbe orientato a coinvolgere le agenzie di reclutamento private nella ricerca del lavoro per i percettori del Reddito di cittadinanza. Addio, dunque, ai centri per l’impiego.


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