Da Gennaio la busta paga cambia: sarà ricca di bonus. Ecco quanto si guadagnerà di più


Se il 2020 ha determinato un vero e proprio crollo dell’economia, costituito da bonus per sorreggere una larga fascia di lavoratori in difficoltà economiche, per il 2021 la situazione cambierà per tutti. La grossa novità interesserà la busta paga che diventerà più ricca.

Gli sgravi riconosciuti, infatti verranno riportati sul cedolino sotto forma di detrazioni e, di conseguenza, determineranno anche un aumento dell’importo mensile spettante come paga, cambiando cambieranno anche l’assetto del cedolino.

Bonus fiscali in busta paga

Nonostante la busta paga di ciascun lavoratore si differenzia per caratteristica e calcolo degli importi, deve però necessariamente contenere gli elementi essenziali, imprescindibili, che non si possono eliminare dalla busta paga, altrimenti non risulterebbe essere conforme.

Tra le iniziative promosse dal Governo, vi è il  taglio del cuneo fiscale che vada incontro sopratutto al ceto medio, con una riduzione dell’Irpef e del costo del lavoro che – come vedremo – riguarderà sopratutto determinate fasce di reddito, e non indistintamente tutti gli stipendiati.

Come cambia la busta paga da gennaio 2021

Nello specifico, ai sensi decreto legge n. 3 del 5 febbraio 2020 (convertito dalla legge n. 21 del 2 aprile 2020) e come stabilito dal decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020, il cd. “decreto Rilancio”, la riduzione della pressione fiscale sul lavoro a partire dal 1° luglio 2020 avverrà attraverso il ricorso a due distinte agevolazioni in favore dei percettori di redditi di lavoro dipendente e dei redditi assimilati (di cui al comma 1 dell’articolo 50 del TUIR).

Le misure, in particolare, sono le seguenti:

-il riconoscimento di un bonus pari a 600 euro che si andranno a tradurre in un trattamento integrativo del reddito pari a 100 euro mensili in busta paga per redditi di importo complessivamente non superiore a 28 euro euro annui;

-un’ulteriore detrazione dall’imposta lorda di carattere temporaneo e decrescente, dal 1° luglio 2020, per i redditi compresi tra 28 mila e 40 mila euro annui.

Tali agevolazioni, come è stato più volte ribadito, andranno a sostituire il bonus Renzi, approvato nel 2014 e abrogato a seguito dell’entrata in vigore dei suddetti bonus fiscali.

Dal 1° gennaio 2021, comunque, ci saranno ulteriori aumenti per le buste paga. Difatti, come stabilito dal Dl n. 3/2020 convertito il legge, per i dipendenti con un reddito complessivo inferiore a 28 mila euro il bonus pari a 600 euro aumenterà del doppio e sarà pari a 1.200 euro annui nel 2021. Un ulteriore detrazione, invece, sarà di nuovo riconosciuta nel nuovo anno per i redditi superiori a 28 mila euro e minori a 40 mila euro.

Il beneficio, che comunque non concorrerà a formare reddito imponibile Irpef, corrisponderà ad un aumento mensile in busta paga pari a:

-100 euro per i lavoratori dipendenti con un reddito annuo lordo fino a 28 mila euro;

-80 euro per i lavoratori che percepiscono redditi di importo compreso tra 28 mila e 35 mila euro.

Per i dipendenti con redditi compresi tra i 35 mila euro e i 40 mila euro, invece, il bonus non si tradurrà in un aumento in somma fissa ma – come già detto – sarà decrescente fino al totale azzeramento.

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