Bimbo muore a due anni: «Febbre e placche, vomito». La Procura indaga per omicidio contro ignoti


 

Tragico destino per un bimbo di 2 anni, deceduto per un motivo ancora non valido. Presentava placche alla gola e febbre ma non può essere questa la causa del decesso. Per questo la Procura, con il pm Marco Forte, hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, disponendo l’autopsia per far luce sulle cause del decesso.

Il piccolo era stato portato dapprima all’ospedale più vicino ma era stato rimandato a casa. La famiglia del bambino, assistita dallo Studio3A-Valore Spa, società specializzata nel risarcimento danni a tutela dei cittadini, ha presentato un esposto chiedendo di approfondire eventuali responsabilità dei medici che lo hanno avuto in cura al Bufalini di Cesena e al Sant’Orsola, dove era stato infine trasferito.

I sintomi del bambino facevano pensare ad un raffreddamento, poi la situazione è peggiorata: febbre alta, tremori, vomito. Dopo averlo portato al mattino dalla pediatra che aveva riscontrato placche alla gola prescrivendogli un farmaco, i genitori hanno deciso di portarlo al pronto soccorso del Bufalini, dove è stato subito ricoverato in Pediatria e poi le sue condizioni sono precipitate. Tra i punti segnalati dalla famiglia, un presunto ritardo nel trasporto da Cesena a Bologna, dove il bambino sarebbe arrivato il 18 in condizioni disperate per morire prima di essere sottoposto a un’operazione.

La direzione sanitaria del Bufalini, attraverso l’Ausl Romagna, ha espresso «innanzitutto il più profondo cordoglio alla famiglia», confermando «massima disponibilità e piena collaborazione all’autorità giudiziaria nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile». «A Bologna ci hanno detto che, se solo fosse arrivato con un po’ più di forza, se solo avessero avuto un po’ di tempo in più, forse sarebbero riusciti a salvarlo – ha detto la madre del bambino, in una dichiarazione diffusa da studio3A – Chiediamo di capire di cosa è morto nostro figlio, al Bufalini i medici brancolavano nel buio, e soprattutto perché non l’hanno condotto subito al Sant’Orsola. È stata una negligenza? Diversamente, sarebbe ancora vivo?».


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