Attenzione: revoca definitiva della pensione di reversibilità per chi non presenta questo documento entro il 15 Settembre

Pensione di reversibilità a rischio: cosa succede a settembre e come evitarlo
Il mese di settembre potrebbe portare brutte notizie per alcuni titolari di pensione di reversibilità: l’INPS, infatti, ha già avviato un processo di verifica e aggiornamento dei requisiti legati a questa prestazione, che potrebbe tradursi in sospensioni o revoche nei casi in cui non siano rispettate determinate condizioni.
Nello specifico, l’istituto ha segnalato che, in assenza della documentazione necessaria da parte del beneficiario, potrà interrompere temporaneamente o addirittura revocare definitivamente l’erogazione della pensione di reversibilità.
❗ Perché succede questo?
L’INPS ha il dovere di controllare periodicamente se i beneficiari delle pensioni di reversibilità o indirette (quelle erogate ai superstiti) continuano ad avere i requisiti per riceverle, come previsto dalla legge. I casi più comuni che possono generare una sospensione sono:
- Mancata presentazione di dichiarazioni reddituali (Modello RED)
- Mancata comunicazione di variazioni familiari o patrimoniali
- Figli maggiorenni studenti che non documentano l’iscrizione all’anno scolastico/universitario
- Superamento dei limiti di reddito da parte del coniuge superstite o dei familiari aventi diritto
Cosa bisogna fare entro il 15 settembre per non perdere la pensione?
Per evitare la sospensione automatica, è fondamentale:
- 🔎 Verificare se si è ricevuto un avviso dall’INPS (via PEC, lettera o area personale MyINPS)
- 📝 Presentare tutta la documentazione richiesta, in particolare:
- Il modello RED per la dichiarazione dei redditi
- La certificazione scolastica/universitaria per i figli maggiorenni a carico
- Qualsiasi comunicazione di variazione del nucleo familiare
- 💻 Accedere all’area personale sul sito INPS con SPID, CIE o CNS e controllare eventuali richieste pendenti
- 📞 In alternativa, rivolgersi a un patronato per assistenza nella compilazione e invio dei moduli
📌 Importante:
Tutte le comunicazioni e gli aggiornamenti devono essere trasmessi entro il 15 settembre per evitare la sospensione della prestazione già a partire dal mese successivo.
Pensione di reversibilità: presenta subito il modello Red
Anche se questo mese sarà ricco di una serie di appuntamenti, cambiamenti e scadenze da parte del Fisco, non bisogna dimenticare quella del 15 settembre.
Questa è la scadenza entro la quale alcuni pensionati dovranno presentare idonea documentazione per evitare l’annullamento delle prestazioni previdenziali. Se da un lato la pensione è un diritto acquisito e quindi non modificabile, dall’altro, in determinate circostanze, il pagamento dell’INPS può essere sospeso o revocato.
A vacillare sono le pensioni in tutto in parte collegate al reddito e tra queste rientrano le pensioni ai superstiti.
Nel mirino quindi finiscono anche le pensioni di reversibilità e in particolare quelle dei beneficiari che non hanno ancora fornito all’Inps la documentazione richiesta.
I pensionati che non hanno presentato il modello RED entro il 31 marzo avranno una trattenuta del 10% sull’importo della pensione. Entro il prossimo 15 settembre dovranno presentare domanda di ricostituzione reddituale evitando così la revoca definitiva della prestazione in pagamento.
Il modello RED è una dichiarazione della situazione reddituale annuale che deve essere inviata telematicamente all’INPS, al fine di non vedersi sospendere la pensione e ricevere tutte le prestazioni INPS previste dalla legge. In caso di mancata presentazione bisognerà presentare domanda di ricostituzione reddituale all’Inps o presso un Patronato.
Si tratta di una dichiarazione obbligatoria per chi ha altri redditi, oltre alla pensione: seconde abitazioni di proprietà o case concesse in locazione, maggiorazioni sociali, altre pensioni o redditi di lavoro dipendente conseguiti in Italia o all’estero.
Pertanto, il pensionato è tenuto a verificare annualmente se deve comunicare i redditi dell’anno precedente, per continuare a percepire la pensione e per continuare a ricevere la quattordicesima e le maggiorazioni sociali.
Chi deve presentare il modello RED

Sono tenuti per legge a presentare la dichiarazione reddituali all’INPS:
- i pensionati che negli anni precedenti a quello oggetto di verifica non hanno avuto altri redditi, oltre a quello da pensione, se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente;
- i titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all’amministrazione finanziaria tutti i redditi influenti sulle prestazioni, perché non devono essere comunicati all’Agenzia delle Entrate con la dichiarazione dei redditi (modello 730 o REDDITI PF);
- coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi e in possesso di redditi ulteriori a quelli da pensione. Per esempio coloro che hanno un reddito da pensione e un reddito da abitazione principale;
- i titolari di alcune tipologie di redditi rilevanti ai fini previdenziali e che si dichiarano in maniera diversa ai fini fiscali all’Agenzia delle Entrate (modelli 730 o REDDITI PF), come per esempio, i redditi derivanti da collaborazione coordinata e continuativa o assimilati e lavoro autonomo, anche occasionale.
Requisiti
Come anticipato, l’invio del mod. RED 2021 è obbligatorio quando il pensionato, oltre alle pensioni, ha conseguito, ad esempio, i seguenti redditi:
- lavoro dipendente prestato all’estero;
- lavoro autonomo;
- interessi bancari, postali, BOT e altri titoli di Stato;
- arretrati da lavoro dipendente riferiti ad anni precedenti;
- TFR;
- pensioni dirette erogate da stati esteri;
- pensioni estere per infortuni sul lavoro, ecc.
A gennaio 2021 l’Inps ha inviato una lettera ai destinatari dove comunicava che non risultava pervenuto negli archivi dell’ente di previdenza nazionale “la comunicazione relativa ai redditi percepiti nell’anno 2017/2018 dal pensionato e/o dai componenti del suo nucleo familiare”, quindi li invitava a presentare la dichiarazione RED entro il 31 marzo.
Coloro che non hanno provveduto ad adempiere a tale obbligo, nei mesi di giugno/luglio, si sono visti recapitare un avviso da parte del’Istituto con il quale comunicava che, al fine di evitare la sospensione della prestazione pensionistica nei mesi di agosto e settembre, sarebbe stata applicata una trattenuta del 10% sull’importo pensionistico lordo in pagamento. Pertanto, entro il 15 settembre i pensionati dovranno presentare domanda di ricostituzione reddituale evitando così la revoca definitiva della prestazione in pagamento.
