A Modica, un prete getta le offerte fuori dalla chiesa e dice: “Al Signore non si danno i centesimi”

Ormai nessuna notizia, che riguarda la Chiesa, potrà più sorprenderci visto che negli ultimi tempi le novità che emergono sono sempre più assurde.
Una vicenda alquanto singolare è accaduta a Modica, provincia di Ragusa, un paese della calda e solare Sicilia. La vicenda è accaduta circa un anno fa ma ancora fa discutere.
Al termine di un funerale infatti, il prete ha gettato via, in strada, le monete raccolte durante l’offertorio.
Sul web si è scatenata un’accesa polemica per il suo gesto e le critiche scagliate contro Don Mario sono state di tutti i generi.
L’azione del prete ha lasciato nello sconcerto iniziale i fedeli che hanno assistito alla scena. Ma subito dopo si sono rincorse le critiche che dalle vie di Modica sono passate nel mondo virtuale.
Fedeli sconvolti

Durante una funzione funebre che si è svolta in una tranquilla parrocchia di provincia, si è verificato un episodio che ha scosso profondamente la comunità religiosa locale. Un gesto inaspettato e clamoroso, compiuto da Don Mario, il parroco della chiesa, ha lasciato molti fedeli increduli, altri indignati e alcuni profondamente feriti. Al termine della celebrazione liturgica, infatti, il sacerdote si è reso protagonista di un atto tanto plateale quanto controverso: ha preso i cestini dell’offertorio, colmi delle monete raccolte durante la Messa, e li ha svuotati con forza all’esterno della chiesa, scagliando le monetine sull’asfalto con gesto deciso e rabbioso.
Le sue parole, pronunciate con tono accorato e perentorio, hanno risuonato tra i fedeli presenti:
“Non si danno i centesimi al Signore!”
Secondo quanto riferito da numerosi testimoni, prima ancora del momento dell’offertorio, Don Mario aveva già esortato i presenti a non lasciare nel cestino somme inferiori ai due euro, specificando che «il Signore non le accetta». Un’affermazione forte, che ha fatto sollevare qualche sopracciglio ma che in molti hanno interpretato come una semplice iperbole, un richiamo ad essere più generosi. Tuttavia, nessuno poteva immaginare ciò che sarebbe accaduto subito dopo.
Durante la raccolta delle offerte, Don Mario ha notato che il cestino era pieno di spiccioli, monetine da 1, 2 e 5 centesimi, e questo lo ha evidentemente contrariato. Al termine della funzione, davanti agli occhi attoniti dei fedeli – molti dei quali ancora raccolti in preghiera – ha rovesciato il contenuto del cestino, scartando volutamente le monete più piccole, come se non avessero alcun valore. Poi, con le mani colme di centesimi, si è diretto con passo deciso verso l’uscita della chiesa e ha gettato le monete fuori, sull’ingresso della parrocchia.
A giustificazione del suo gesto, Don Mario ha pronunciato un discorso che ha tentato di spiegare il suo punto di vista. Con tono severo ha detto:
“Immaginate che sia il Signore in persona a passare tra i banchi della chiesa a raccogliere le offerte. Se fosse davvero Lui a chiedervi un dono per il vostro prossimo, cosa gli offrireste? Due spiccioli? Pochi centesimi avanzati dalle tasche? Questo è ciò che offrite al Signore?”
Ma le sue parole, invece di convincere, hanno ferito molti dei presenti. Una delle immagini più dolorose è stata quella di una donna anziana, visibilmente turbata, che è scoppiata in lacrime. Secondo alcuni testimoni, si è sentita umiliata pubblicamente, poiché proprio lei, vivendo in una situazione economica difficile, aveva offerto con sincerità quei pochi centesimi che riusciva a donare. Quelle monetine per lei non rappresentavano poco, ma erano un gesto di fede, di sacrificio, di umile devozione.
Il gesto di Don Mario ha suscitato forti reazioni tra i fedeli. Alcuni hanno lasciato la chiesa prima ancora della benedizione finale, altri si sono rivolti al vescovo per segnalare l’accaduto. Le voci di protesta si sono fatte sentire anche sui social, dove in poco tempo la notizia ha fatto il giro della rete, dividendo l’opinione pubblica tra chi condanna il gesto come arrogante e poco cristiano, e chi, invece, lo interpreta come un severo ma giusto richiamo alla generosità autentica.
Nonostante Don Mario abbia successivamente espresso le sue scuse, ammettendo che il gesto è stato dettato da un momento di rabbia e frustrazione, molti fedeli hanno dichiarato di non voler più partecipare alle sue Messe. Alcuni hanno chiesto il trasferimento del parroco, ritenendo il suo comportamento incompatibile con il ruolo di guida spirituale.
L’episodio ha messo in luce un problema più profondo che riguarda il significato delle offerte in chiesa. Il valore di un dono non dovrebbe mai essere quantificato solo in termini monetari. Ogni offerta, piccola o grande che sia, rappresenta un atto di fede e di partecipazione, un simbolo del coinvolgimento del credente nella vita della comunità. Anche pochi centesimi, donati con il cuore, possono avere un significato immenso.
Le parole del Vangelo, spesso ricordate nelle liturgie, ci parlano della vedova che offre due spiccioli al tempio, e che viene lodata da Gesù più di coloro che donano grandi somme, perché lei ha dato tutto ciò che aveva. Una lezione di umiltà e devozione che in molti hanno ricordato, con amarezza, di fronte al gesto di Don Mario.
Oggi la parrocchia vive un momento di tensione e riflessione. Alcuni parrocchiani hanno invitato il sacerdote a un confronto pubblico per chiarire la sua posizione e ricostruire il rapporto con la comunità. Altri hanno proposto momenti di preghiera e dialogo per superare la frattura che si è creata. Ciò che resta, per ora, è un forte senso di delusione e la consapevolezza che la fede non si misura in euro, ma nel cuore con cui si dona.
Questa vicenda, per quanto dolorosa, può essere un’occasione per riflettere sul senso del dare, sull’importanza dell’accoglienza, della tolleranza e soprattutto sul fatto che nessun gesto d’amore, per quanto piccolo, è mai inutile agli occhi di Dio.
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