Se prendi questi farmaci, potresti non sviluppare sufficienti anticorpi dopo il vaccino: a dirlo è uno studio americano


Ormai, ci sono prove sia scientifiche che reali che dimostrano che farsi vaccinare per COVID-19 offre un elevata protezione contro il virus. Dopotutto, le vaccinazioni hanno drasticamente ridotto le infezioni in tutto il mondo ed è diminuito il numero dei casi rispetto ai primi giorni della pandemia. Ma se sei tra i tanti che sono costretti ad assumere determinati medicinali per la propria salute, dovresti sapere che la ricerca ha dichiarato che vi è un alta possibilità che tu non abbia gli anticorpi di cui hai bisogno per tenerti al sicuro dal COVID-19 post-vaccino .

Lo studio

Un ampio studio pubblicato sulla rivista medica Cancer Cell il 5 giugno scorso, si proponeva di determinare l’efficacia dei vaccini COVID-19 attualmente disponibili per i malati di cancro. I ricercatori hanno utilizzato i dati di 200 pazienti idonei presso il Montefiore Health System e l’Albert Einstein College of Medicine di New York, testando i loro livelli di anticorpi dopo essere stati completamente vaccinati. I risultati ottenuti erano chiari: mentre la maggior parte dei malati di cancro nello studio ha risposto bene ai vaccini, il 30 percento di coloro che assumevano farmaci immunosoppressori non mostravano segni di sieroconversione, che è il termine medico per indicare la produzione di anticorpi in risposta a un virus.

I farmaci immunosoppressori sono usati per trattare alcuni tipi di cancro, artrite, psoriasi e per evitare il rigetto di trapianti di organi. Chi assume questi farmaci insomma, da quanto riportato in questo studio, dopo la vaccinazione Covid dovrebbe stare molto attento poichè i propri anticorpi potrebbero essere di numero davvero esiguo, insufficienti per proteggersi dalla malattia grave.

Ci dovrebbe essere già uno studio nazionale che esamini i pazienti post-trapianto che ricevono vaccini di richiamo” , ha dichiarato al New York Times Balazs Halmos , oncologo presso il Montefiore Medical Center di New York City e autore principale dello studio .

L’utilizzo di una vaccinazione di richiamo pianificata per tali pazienti è già in pratica in paesi come la Francia. Uno studio ha scoperto che solo il 40% dei pazienti immunocompromessi aveva anticorpi dopo due dosi, e la risposta immunitaria aumentava fino al 68% quattro settimane dopo la somministrazione della terza dose di vaccino.

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