Pensione di invalidità: il “regalo” di Natale con il doppio assegno

La tredicesima mensilità, spesso attesa con grande entusiasmo da milioni di lavoratori e pensionati italiani, rappresenta un momento di sollievo economico e di gratificazione personale. Non è solo un’entrata straordinaria, ma anche una ricompensa per gli sforzi compiuti nel corso dell’anno. Molti la definiscono “il regalo più bello” che si possa ricevere, e non a torto: questa mensilità aggiuntiva arriva proprio in concomitanza con il periodo natalizio, offrendo la possibilità di affrontare con maggiore serenità le numerose spese legate alle festività.
Origini e significato della tredicesima
La tredicesima nasce come un’indennità natalizia, introdotta formalmente in Italia negli anni ’40 come riconoscimento al lavoro svolto durante l’anno. Inizialmente prevista solo per alcune categorie, nel tempo è stata estesa a quasi tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, nonché ai pensionati. È considerata parte integrante della retribuzione annuale, e il suo importo dipende da diversi fattori, come il contratto collettivo nazionale applicato, l’anzianità di servizio e le assenze giustificate nel corso dell’anno.
La tredicesima, nota anche come gratifica natalizia, poiché normalmente corrisposta – secondo modalità e tempistiche stabilite dai CCNL di riferimento – prima del Natale. Garantita a tutti i dipendenti, dagli operai agli impiegati, interessa anche i pensionati ed invalidi civili. La tredicesima mensilità ha scadenza annuale, con importo pari a una mensilità della retribuzione globale di fatto – vale a dire a tutti gli elementi che il lavoratore percepisce con continuità nel tempo – in essere al momento del pagamento, ossia nel mese di dicembre.
Ma chi realmente potrà incassare la tredicesima tra coloro che percepiscono la pensione di invalidità? Scopriamolo!
Pensione di invalidità: il ‘regalo’ di Natale con il doppio assegno

La pensione di invalidità è oggetto di molte critiche, in quanto sono molti gli invalidi ,percettori di assegno di invalidità che non sono rientrati nell’aumento per “incremento al milione“.
Si tratta di una questione alquanto spinosa, poichè, l’INPS ha riconosciuto l’aumento delle pensioni di invalidità agli invalidi dall’età di 18 anni e fino a 67, con un’invalidità totale al 100%, nonchè con inabilità lavorativa.
In questo modo ha lasciato fuori una grossa platea di invalidi con una percentuale che va dal 74 al 99%, creando così una forte diseguaglianza.
In riferimento all’assegno doppio, con il cedolino di dicembre, i titolari di pensione di invalidità civile, con una percentuale che va dal 74 al 99%, riceveranno un assegno di 606 euro (il doppio di 303 euro), costituito dalla tredicesima mensilità.
Assegno doppio per gli invalidi al 100%

Anche i pensionati che, hanno un’invalidità del 100% e con la soglia di redditi prevista dalla legge o senza redditi, riceveranno a dicembre un assegno più alto di circa 1.266,68 euro. Questo importo scaturisce dalla pensione di invalidità civile di 606 euro, più l’aumento per “incremento al milione” moltiplicato per due per effetto della tredicesima. Quindi, l’importo da sommare all’assegno pensione è di circa 671,84 euro.
Ricordiamo che gli importi che superano la soglia di 1.000 euro, non possono essere corrisposti in contanti. Quindi, il pensionato deve comunicare all’INPS l’IBAN di conto corrente o carta di credito o numero del libretto postale.
Per comunicare l’IBAN all’INPS e ricevere la pensione di dicembre, bisogna accedere al portale INPS con le credenziali SPID, CNS o CIE e accedere al servizio online, “inserimento coordinate di accredito della pensione”. Poi, seguire le indicazioni del sistema.
Ci si può rivolgere anche ad un patronato o CAF abilitato ai servizi telematici con l’ente.
È consigliato effettuare questa operazione per tempo in modo che l’INPS acquisisca i nuovi dati e possa procedere all’accredito con le modalità indicate dal contribuente.
Anche i pensionati che non percepiscono l’invalidità, riceveranno la tredicesima, ma non tutti!
UN PO DI STORIA:
La tredicesima mensilità, conosciuta anche come gratifica natalizia, ha origini che risalgono al secondo dopoguerra in Italia. Non è nata da un’idea improvvisa, ma come risultato di una lenta evoluzione sociale ed economica, segnata dalla volontà di riconoscere ai lavoratori un contributo aggiuntivo in vista delle festività. Durante gli anni ’30, alcune grandi imprese cominciarono spontaneamente a erogare un premio annuale ai propri dipendenti, spesso in forma di bonus natalizio, con l’intento di aumentare la produttività e rafforzare il legame tra impresa e lavoratore. Tuttavia, questo beneficio rimase per molto tempo una concessione volontaria e non un diritto sancito dalla legge.
Fu solo nel 1946, in un’Italia ancora stremata dalla guerra, che il governo intervenne ufficialmente: attraverso un decreto legislativo, la tredicesima venne riconosciuta come obbligo per i lavoratori dell’industria. La scelta di legarla al mese di dicembre non fu casuale: serviva a sostenere le famiglie nel periodo delle festività natalizie, quando le spese aumentano per tutti. Negli anni successivi, il beneficio fu esteso ad altre categorie, fino a diventare un diritto universale per tutti i dipendenti del settore privato e pubblico.
Oggi la tredicesima rappresenta un elemento consolidato della retribuzione annuale, una sorta di “quattordicesimo stipendio morale” che non solo aiuta l’economia domestica delle famiglie italiane, ma funge anche da stimolo per i consumi, in particolare nel periodo natalizio. Anche se spesso data per scontata, la sua nascita è stata il frutto di decenni di conquiste sindacali e trasformazioni del mondo del lavoro. Dietro quel pagamento extra di dicembre si nasconde una storia di progresso sociale e riconoscimento del valore del lavoro.
