Partorisce in casa ma il compagno abbandona il neonato per strada. La donna: “Rivoglio mio figlio che è stato adottato”


Ragusa: una storia molto commovente. Una donna siciliana ha raccontato la sua vicenda dolorosa dinanzi alle telecamere de Le Iene, gridando giustizia per quanto accaduto.

Sara è la mamma del neonato trovato abbandonato tra i cespugli a Ragusa, 6 mesi fa, ma ora, da madre naturale, vuole riaverlo tra le sue braccia, crescerlo con amore come ha fatto con gli altri due figli. Il piccolo è stato ormai adottato ma la donna si oppone alle autorità e chiede di riaverlo.

Sara e il bimbo strappato

Voglio avere la possibilità di crescere mio figlio. Le seconde possibilità si danno a tutti, perché a me no”.

Sara ha 41 anni, una vita soddisfacente e due figli, di 12 e 3 anni. Divorziata dal suo precedente marito, intraprende una nuova relazione da cui nascerà appunto la sua seconda figlia.

Eravamo felicissimi”, racconta la donna. Sara e il suo compagno però decidono di non vivere insieme, a detta di Sara per una questione logistica.

Il papà riesce comunque a mantenere i rapporti con la figlia. “Lui non è tanto presente economicamente”, racconta, “la cresco io, non è facile”. “Lui non c’era, lui non veniva a casa di mia sorella, con la bambina neonata leo andava da lui. L’ho vista molto trascurata, non sorrideva più. Se prima era sempre con noi poi piano piano si è allontanata”.

Dopo 3 anni  Sara scopre di essere incinta: “Ho scoperto di essere di nuovo in attesa, l’ho capito quando già erano cinque mesi. Ho avuto delle perdite fino a cinque mesi. Poi mi è venuto il dubbio e ho fatto il test”.

Ero contenta ma pensavo alla vita frenetica che facevo e quindi mi è preso il panico solo che me ne sono resa conto tardi, sennò avrei fatto un’atra scelta: interrompere la gravidanza. Ho preferito non dire niente a nessuno e tenere tutto nascosto”.

Sara decide di non rivelare a nessuno della sua gravidanza “Dormivamo a casa sua” e anche se vedeva la pancia “Non diceva nulla. Ci sono cose che nemmeno mi ricordo ora, era come se non fossi io. Lui non mi ha chiesto niente”.

Neanche una visita, un ecografia, nessun controllo prenatale durante la gravidanza. Una sera in bagno, partorisce da sola.

Ho chiamato il padre del bambino. Lui da lì a poco è arrivato. Mi ha chiesto di chi era e io ho detto che era nostro”. Sara, racconta, gli avrebbe chiesto di portare il neonato in ospedale per vedere come stesse. “Lui non mi ha neanche risposto”, racconta la donna. “Non mi ha chiesto niente, ha preso il bambino e se ne è andato”.

Lui sparisce nel nulla per alcune ore e Sara continua a raccontare cosa è successo quella sera: “Apro Facebook e vedo che hanno trovato un bambino di fronte alla sua attività, abbandonato. Sono rimasta scioccata e l’ho chiamato. Lui mi ha detto che non poteva parlare perché era in Questura”. Sara a quel punto avrebbe capito che il bambino di cui parlavano era proprio il suo. “Invece di portarlo in ospedale lui lo mette in un sacchetto, lo mette in macchina e da lì vanno di fronte alla sua attività facendo credere che l’aveva trovato per strada”, sostiene la donna.

Andavo tutti i gironi nel parcheggio dell’ospedale a piangere cercando di trovare il coraggio per entrare ma non ci sono mai riuscita”, racconta Sara. Il suo compagno per spaventarla le aveva detto: “Mi diceva che se entravo c’era la possibilità che mi togliessero gli altri due bambini e che mi arrestassero”.

Fino che la polizia non avverte i genitori di Sara della situazione. “Sono passati sei mesi”, dice la donna piangendo.

Il neonato ovviamente è stato dato in affido a un’altra famiglia, ma Sara non accetta più quella decisione. “Io chiedo di riavere il mio bambino. Non ho fatto male a nessuno, mi occupo di due bambini. Le seconde possibilità si danno a tutti”.

A decidere cosa sarà meglio per il neonato ci penserà un tribunale. L’uomo è stato dapprima arrestato poi rilasciato. Una storia terribile, una storia che spero abbia un lieto fine.


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