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Massimo Giletti, la sua malattia e i ricoveri: “Sono stato a Lourdes 30 volte”


Massimo Giletti, che appare in tv sempre in forma smagliante e sorridente, ha confessato di aver avuto moltissimi problemi di salute sin da bambino, caratterizzati anche da molti ricoveri.

Nella sua intervista ad “Ok Salute e Benessere” ha dichiarato di aver trovato una gran forza e di essersi affidato anche alla Madonna per risolvere i suoi problemi.

Massimo Giletti e la malattia diagnostica da bambino: «Sono stato ricoverato più volte»

L’intervista ad “Ok Salute e Benessere” risale al settembre del 2020: «L’attività fisica è importante per mantenersi in salute, soprattutto quando non si è più giovanissimi. Ma nel mio caso lo sport è fondamentale per la mente, oltre che per il corpo. Ogni giorno trovo almeno un’oretta di tempo per allenarmi», ha esordito Massimo Giletti.

Il conduttore di “Non è l’Arena” è entrato nel dettaglio: «Mi alleno tre volte alla settimana, la mattina, vado in piscina, anche se devo essere sincero: quelle 40-50 vasche mi pesano un po’, forse proprio perché manca la sfida, il confronto con l’avversario. Un po’ il nuoto mi annoia, ma riconosco i benefici che apporta al fisico, soprattutto per chi, come me, ha sofferto di problemi alla schiena». Giletti ha parlato così della sua malattia: «Da bambino mi è stata diagnosticata una grave scoliosi e ho dovuto portare il busto per diversi anni».

«Per un bambino prima, e un adolescente poi, non è stata un’esperienza facile»

Di questi problemi di salute Giletti aveva parlato anche in un’altra intervista; una chiacchierata concessa al settimanale “Maria con te”: «Ero affetto da una forma grave di scoliosi e ho dovuto portare corsetti, busti in gesso ed essere ricoverato più volte in ospedale. Per un bambino prima, e un adolescente poi, non è stata un’esperienza facile ma le fatiche di quel periodo mi hanno temprato per il futuro…».

In quella stessa occasione il conduttore aveva parlato del rapporto che ha con la fede: «Nella mia vita ho fatto trenta viaggi a Lourdes. Ho avuto tanti contatti diretti con i malati, lavorando nelle piscine e, per i primi venti anni, andando anche in treno con loro. Quel luogo per me significa la presenza viva della Madonna. Sono andato a Lourdes per la prima volta quando avevo 10 anni con mia madre e mia nonna. Rimasi subito colpito dal quel luogo!  Ho iniziato a fare il chierichetto sotto la guida di un sacerdote eccezionale, Don Primo Zanotti. Con la semplicità di un parroco di campagna riusciva a dare consigli veri e mi ha aiutato nei momenti difficili della mia vita».


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