Diritti e doveri

La pensione di invalidità si trasforma in assegno sociale a 67 anni, ma diminuisce l’importo: vantaggi e svantaggi


Al compimento del 67° anno di età cessa l’erogazione della pensione di inabilità, dell’assegno mensile, per essere erogato, in sostituzione l’assegno sociale.

L’assegno sociale è destinato agli invalidi civili titolari di assegno mensile, ai titolari di pensione di invalidità totale e ai sordi titolari di pensione non reversibile: questi soggetti acquisiscono automaticamente il diritto all’assegno sociale erogato dall’INPS.
Non si tramutano invece in assegno sociale la pensione per ciechi assoluti e la pensione per ciechi parziali che vengono erogate anche dopo i 65 anni e 7 mesi di età.

Requisiti

– avere più di 67

– rispettare i requisiti di reddito previsti;

Trasformazione di invalidità in pensione sociale: solo dopo i 67 anni

L’assegno ordinario di invalidità, riconosciuto a causa di un’infermità, ha una durata massima di tre anni ed è rinnovabile dall’interessato; se viene confermato per tre volte, trascorsi quindi 9 anni, diventa definitivo. L’ordinamento prevede che l’assegno ordinario di invalidità si trasformi in pensione di vecchiaia al perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla nuova Legge 214/2011 (Legge Monti–Fornero).

L’importo della pensione trasformata da assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia non potrà essere inferiore a quello dell’assegno in pagamento al momento della trasformazione. Inoltre l’importo della pensione di vecchiaia, calcolato secondo le norme comuni, deve essere posto a confronto con l’importo dell’assegno di invalidità. La pensione di vecchiaia sarà quindi Costituita dal maggiore dei due importi.

La trasformazione da assegno ordinario di invalidità a pensione di vecchiaia comporta due vantaggi da non trascurare:

1) Il pensionato potrà cumulare senza alcun limite la pensione con eventuali redditi da lavoro sia dipendente sia autonomo. L’assegno di invalidità è infatti cumulabile solo parzialmente con eventuali redditi da lavoro attraverso un meccanismo di decurtazione della pensione stessa.

2) In caso di decesso del pensionato, gli eredi avranno diritto alla pensione di reversibilità (solo se vi sono contributi da lavoro e relativa pensione inerente ad essi)

L’assegno di invalidità non è infatti reversibile nei confronti degli eredi. Questi ultimi in caso di decesso del lavoratore titolare di AOI, dovranno verificare la sussistenza dei requisiti contributivi per la pensione indiretta.

La trasformazione della pensione di invalidità in pensione di vecchiaia avviene automaticamente senza la necessità di presentare la domanda. Sarà compito dello stesso Istituto che, al momento dell’età pensionabile, dovrà verificare la sussistenza dei requisiti contributivi (20 anni) e, in caso di accertamento positivo, a provvedere alla trasformazione dell’assegno. In alternativa va presentata la domanda di trasformazione entro 120 giorni dal raggiungimento del requisito d’età previsto.

I periodi di godimento dell’assegno per i quali non è stata prestata attività lavorativa devono essere considerati utili ai fini del perfezionamento dei requisiti di contribuzione e di assicurazione.

Quota e durata

L’importo dell’assegno per il 2023 è pari a 503 euro per tredici mensilità. Per l’anno in corso il limite di reddito è pari a 6.085,30 euro annui e 12.170,60 euro, se il soggetto è coniugato. L’assegno non è soggetto alle trattenute IRPEF.
L’assegno sociale NON è reversibile.

 


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