“Ho pagato 100 mila euro per non morire di Covid”: queste le parole del vicesindaco di Azzano


Francesco Persico, è il vicesindaco di Azzano, una piccola cittadina in provincia di Udine. La sua spiacevole vicenda è stata raccontata da tutti i giornali: risultato positivo al Covid, ha dovuto pagare un ingente somma per ricovero e trasporto.

“Ho pagato 100 mila euro per non morire di Covid”: queste le parole del vicesindaco di Azzano

Quando è uscito dall’isolamento, i medici non gli hanno chiesto come si sentisse ne gli hanno fatto raccomandazioni per tutelarsi, la prima domanda che gli hanno posto è stata “Come intende pagare il conto?”: è successo al vicesindaco di Azzano, Francesco Persico, 33 anni che si è reso conto di aver contratto il Coronavirus durante la sua permanenza a New York e ha raccontato al Corriere della Sera: “Con tutta probabilità sono stato il paziente zero del Mount Sinai West Hospital”, dichiara l’uomo.

Trovandosi negli USA per motivi di lavoro, lì dove la sanità è a pagamento, devi necessariamente dimostrare di possedere un’assicurazione sanitaria o di poter pagare in contanti il ricovero. In caso contrario, il paziente può essere costretto ad indebitarsi per cifre mostruose – ricorda Il Fatto Quotidiano – che possono sfiorare i 73.000 dollari per un normale ricovero per Coronavirus. Almeno 27 milioni di americani sono in questa situazione che il vicesindaco di Azzano ha toccato con mano, aggravata dal grande numero di casi verificatisi nell’immenso paese del continente americano.

Fortunatamente, l’assicurazione ha coperto le spese di Francesco Persico, ammontate all’equivalente di circa 100.000 euro per 17 giorni di ricovero ai quali vanno sommati altri 2.500 dollari per il trasporto in ambulanza – riporta Huff Post: “L’assicurazione ha pagato tutto sborsando circa 8.000 dollari per ogni giorno in ospedale. Sono stato fortunato perchè il mio caso è avvenuto a marzo. Da quando è stata dichiarata la pandemia mondiale dall’Oms, le assicurazioni si avvalgono di una clausola per non pagare i ricoveri degli associati”, spiega il politico.

Bizzarri trattamenti!

Anche il trattamento dei pazienti più gravi a detta dell’uomo ha lasciato molto a desiderare: “Il cibo destinato a pazienti comprendeva ketchup, patatine fritte, hamburger, pizza al taglio: naturalmente, viste le mie condizioni di salute, non riuscivo a mangiare nulla di tutto questo. Ho perso 12 chili. Una volta dimesso, mi hanno messo in quarantena ma nessuno mi ha sottoposto a tampone”, conclude il vicesindaco.

Assurda verità e spiacevole esperienza quella vissuta: curarsi è diventato un lusso solo per chi ha i quattrini!!!

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