Green pass e obbligo vaccinale, ecco cosa non potranno fare i NON VACCINATI: arriva la decisione del Governo


Quali conseguenze per chi non si vaccina contro il Covid-19? Anche se non è obbligatorio, potrebbero esserci molte limitazioni, ecco quali.

La variante Delta fa sempre più paura e si pensa che, entro la fine di Agosto, potrebbe esserci un aumento del numero dei contagiati fino a 30.000 persone.
Dopo il monitoraggio settimanale, il Governo potrebbe infatti valutare un’estensione dell’uso del Green pass anche ad altri luoghi, oltre a matrimoni, Rsa e stadi. Si vorrebbero evitare le chiusure ma allo stesso tempo ciò significherà porre delle limitazioni a chi rifiuta il vaccino.

Green passa, cosa non puoi fare se non sei vaccinato

Alcuni Paesi, spaventati dalla variante Delta, stanno spingendo i cittadini a vaccinarsi con l’obbligo di certificazione verde per entrare nei ristoranti, bar, sui mezzi pubblici, nei teatri e nei musei, come hanno già fatto Francia e Danimarca.

E in Italia?

Il Governo italiano sta pensando di introdurre il Green Pass per accedere a cinema, teatri, nelle palestre, nei convegni, per salire su treni e aerei, per recarsi a matrimoni, cresime, battesimi.

Non ci sono rischi di natura legale per chi non si vaccina contro il Covid-19 ma ci sono comunque limitazioni. Chi decide di non vaccinarsi e vorrà partecipare a festeggiamenti, dovrà presentare una certificazione.

Chi non si vaccina, per scelta o per impossibilità, può comunque ottenere il green pass in formato cartaceo o digitale tramite:

-test molecolare o rapido antigenico, purché fatto entro 48 ore dal viaggio con validità di 48 ore. Questo viene rilasciato dalla struttura sanitaria pubblica o privata che ha effettuato il tampone, in farmacia o dal medico di famiglia/pediatra;

-certificato di guarigione da Covid-19 con fine dell’isolamento prescritto. Questo viene rilasciato dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero oppure dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Vale 6 mesi.

Il pass potrebbe essere rilasciato solo dopo la conclusione del ciclo vaccinale, e non dopo una dose, come avviene adesso. Si tratta di una strategia per scongiurare nuove chiusure, e per convincere gli indecisi a vaccinarsi contro il Covid.


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