“Denise Pipitone come merce di scambio, non la restituiranno mai”: testimonianza choc dell’ex esponente delle forze dell’ordine


Tante le novità che emergono sul caso Pipitone ma, molti ancora i lati oscuri che impediscono di svelare se Denise è viva o morta.

Sempre più persone stanno offrendo il loro aiuto per ricondurre a casa Denise Pipitone,  poche ancora, trattenuti dalla paura e dall’omertà confessano quello che sanno.

Tra questi c’è un ex esponente delle Forze dell’Ordine che ha rilasciato un’intervista a Mattino5, il programma di Federica Panicucci su Canale5: “Secondo me – dice il funzionario dello Stato senza farsi riprendere il volto e con la voce modificata per non essere riconosciuto – il sequestro della bambina doveva essere utile a qualcosa, poteva essere una merce di scambio, quindi è probabile che sia viva e magari in qualche parte del mondo dove non conoscono nemmeno la televisione italiana. La bambina non è stata cercata nel posto giusto”.

Una ricostruzione che combacia con le parole di Maria Angioni, ex pm del caso della ragazzina rapita a Mazara del Vallo il 1 settembre del 2004: “All’epoca il commissariato di Mazara del Vallo era funestato da lotte interne, tanto che i nostri collaboratori storici sono stati colpiti da provvedimenti disciplinari e messi ko. Praticamente era stata azzerata la squadra della polizia giudiziaria, le teste pensanti, più vicine alla Procura, erano state fatte tutte fuori. Merce di scambio? Sì, ci sono dei riscontri. Quando parlavo di sensitive o pseudo-sensitive mi riferivo a questo. Una di loro – la rivelazione choccante – mi disse che un componente della famiglia allargata gli aveva confidato che ‘la bambina è un pegno e non ce la restituiranno mai’. La persona che aveva reso queste confidenze alla sensitiva non ha poi confermato, ma rimane questo discorso che dà un riscontro alle parole dell’esponente delle forze dell’ordine, non so chi sia ma lo ringrazio”.

La pista era quella di Jessica Pulizzi, che odiava Piera Maggio e ha preso la bambina per farle del male. Io non voglio contrappormi a nessuno. La bambina va cercata nella famiglia allargata, va cercato il coacervo di ragioni che hanno portato il rapimento. Non è stato solo un gruppo di persone che l’ha presa, ma è probabile che ci siano stati due gruppi e che il primo gruppo non sappia neanche dove sia la bambina. Il secondo gruppo vogliono bene in modo patriarcale e in modo non rispettoso dei diritti della bambina e l’hanno sistemata da qualche parte. E presumibilmente sanno ancora dove si trovi, la mia idea – conclude la Angioni incalzata dalla Panicucci – è quella di un patto delinquenziale”.


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