Coronavirus

Coronavirus. l’Istitito Superiore di Sanità convince il Governo : “Se si riapre tutto, l’8 giugno avremo 151mila ricoverati in terapia intensiva”


Cercare di gestire questa situazione sicuramente non è facile ma, per salvaguardare sia la salute dei cittadini che l’economia che sta collassando, ci si avvale sia del parere di esperti che si occupano di sanità e sia di esperti di economia. Il Governo non vuole un Italia che precipiti nella povertà, ma allo stesso tempo non vuole che il numero dei decessi cresca nuovamente; deve affrontare i pericoli di questo mostro invisibile che ha stravolto la nostra vita, che genera morte, paura, ansia: il Covid-19.

L’Istituto superiore di Sanità ha influenzato molto la scelta presa da Conte, riferendo che riaprire tutto significava dover fronteggiare nuovamente una situazione drammatica, come quella che ci stiamo pian pianino lasciando alle spalle.

E’ stato redatto un documento dall’Istituto superiore di sanità che spiega la scelta dell’esecutivo di procedere alla “fase 2” con molta cautela e scadenzando le riaperture fino a settembre (le scuole) e oltre (il comparto degli spettacoli dal vivo).

Lo studio propone 92 possibili scenari e il più drammatico è quello dello scioglimento totale del lockdown.
Se riaprissimo quasi tutto, il tasso di riproduzione del virus tornerebbe sopra al valore 2.

Significa che, in data 8 Giugno, o circa, gli ospedali italiani si troverebbero a fronteggiare 151mila nuovi ricoveri in terapia intensiva.

La situazione sarebbe maggiormente pericolosa, spiega il documento, se si riaprissero le scuole: “Riaprire le scuole – si legge nel report – innescherebbe una nuova e rapida crescita dell’epidemia. La sola riapertura delle scuole potrebbe portare allo sforamento del numero di posti letto in terapia intensiva”.

Facciamo degli esempi:

Ipotesi A:

-scuole aperte ma senza far ripartire i settori produttivi, l’attuale quota di telelavoro e i movimenti nel tempo libero e l’impiego dei mezzi pubblici al 10% – porterebbero il tasso Rt a 1,33 di media (1,22-1,44): le terapie intensive raggiungerebbero il picco il 20 ottobre.

Ipotesi B

-tutto aperto senza telelavoro, ma con le scuole chiuse. Tasso Rt all’1,86 (1,66-1,97) e 110mila persone in terapia intensiva all’8 agosto.

Ipotesi C

-riapertura delle attività industriali, l’edilizia, il commercio e anche ristoranti e hotel, fermi restando il telelavoro e le scuole chiuse ma senza limiti nel tempo libero e nei trasporti: Rt andrebbe a 1,69 (1,54-1,83) e il culmine per le terapie intensive avverrebbe il 31 agosto.

Attualmente il distanziamento sociale rappresenta l’arma migliore per diminuire i casi di contagio fino alla realizzazione di un vaccino efficiente.

Restano tuttavia “incertezze sul valore dell’efficacia dell’uso di mascherine per la popolazione generale dovute a una limitata evidenza scientifica, sebbene le stesse siano ampiamente consigliate”, si legge ancora nelle raccomandazioni. L’ultima condizione riguarda i “sistemi di monitoraggio della circolazione dell’infezione e sorveglianza attiva”. Vedremo se funzioneranno.


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