Coronavirus

Coronavirus. Istituto Superiore della Sanità: ecco qual è l’età media dei pazienti più colpiti e quali patologie le più pericolose


L’Istituto Superiore di Sanità, sul proprio sito Epicentro, ha stilato un report aggiornato delle vittime di Covid-19. Le morti legate all’infezione dal nuovo coronavirus hanno permesso all’ente di creare un identik delle persone più a rischio. Sono state prese in analisi tutti i 3.200 decessi di pazienti positivi che sono stati confermati dall’Iss al 20 marzo 2020.

Coronavirus: età media e sesso dei pazienti positivi deceduti

L’età media dei pazienti contagiati da Covid-19 e deceduti è di 78,5 anni. La vittima più giovane aveva 31 anni, la più anziana 103. In circa un terzo dei 3.200 decessi, cioè 942 casi (il 29,4%), il paziente era una donna. Sembrerebbero quindi più a rischio gli uomini.

L’Istituto Superiore di Sanità scrive sul Sito ufficiale (aggiornamento 13 Marzo):

La letalità (intesa come numero dei morti sul totale malati) del Covid-19 in Italia al momento è del 5,8%. Lo afferma il Report dell’Istituto Superiore di Sanità sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia, appena pubblicato sul sito Epicentro. L’età media dei pazienti deceduti e positivi a COVID-19 è 80 anni, più alta di circa 15 anni rispetto ai positivi e le donne sono il 28,4%.

Sono 2 i pazienti deceduti COVID-19 positivi di età inferiore ai 40 anni. Si tratta di 1 persona di età di 39 anni, di sesso maschile, con pre-esistenti patologie psichiatriche, diabete e obesità, deceduta presso il proprio domicilio e di 1 persona di 39 anni, di sesso femminile, con pre-esistente patologie neoplastica deceduta in ospedale. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da COVID-19 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 84.2 – uomini 80.3) e la letalità aumenta in maniera marcata dopo i 70 anni.

Insomma chi è deceduro aveva oltre 15 anni in più rispetto ai chi è stato contagiato, con un’età mediana di 80 anni nel primo caso e 63 nel secondo. Le donne decedute erano più anziane degli uomini, con età mediane rispettivamente di 82 e 79 anni.

Solo in 36 dei 3.200 casi di morte legata al nuovo coronavirus (l’1,1%), i pazienti avevano un’età inferiore ai 50 anni. Di questi 9 avevano tra i 31 e i 39 anni, 8 uomini e una donna. Tutti e 7 i casi under-30 di cui si hanno informazioni cliniche avevano patologie pregresse, di tipo cardiovascolare, renale, psichiatrico, e diabete e obesità.

Coronavirus: quali patologie pre-esistenti avevano le vittime?

Il 48% dei pazienti presi in esame aveva 3 o più malattie pregresse, un quarto (il 26,6%) ne aveva 2, quasi la totalità dei rimanenti (il 23,5%) ne aveva una. Nessun quadro clinico particolare è stato invece riscontrato in 6 pazienti (1,2%).

Le patologie pregresse più comuni dei 481 pazienti affetti da Covid-19 deceduti e di cui si conosce il passato clinico sono ipertensione arteriosa (355 diagnosi), diabete mellito (163), cardiopatia ischemica (145), fibrillazione atriale (106), insufficienza renale cronica (97), cancro attivo negli ultimi 5 anni (94), bpco – broncopneumopatia cronica ostruttiva (66), demenza (57), ictus (54), epatopatia cronica (18).

I sintomi più comuni

I sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nei pazienti le cui morti sono legate a Covid-19, sono stati febbre (nel 76% dei casi), difficoltà a respirare e dispnea (73%), tosse (40%), diarrea (8%) e presenza di sangue nelle vie respiratorie (1%).

La complicanza con maggiore incidenza è stata l’insufficienza respiratoria (96,5%), seguita da danno renale acuto (29,2%), danno miocardico acuto (10,4%) e sovrainfezione (8,5%).

Coronavirus: dopo quanti giorni arriva la morte?

Dai sintomi al ricovero passano di solito 8 giorni e dopo 2 circa arriva la morte per molti di loro.

Coronavirus: quali farmaci assumono i ricoverati?

Durante il ricovero, la maggior parte dei pazienti deceduti positivi al nuovo coronavirus assumeva terapia antibiotica (84% dei casi). Meno utilizzate la terapia antivirale (54%) e la terapia steroidea (31%). In un quinto dei casi (il 18,6%), sono state utilizzate tutte e 3 le terapie insieme.

Coronavirus: quali sono le regioni con più morti?

Delle 3.200 morti legate alla Covid-19 e confermate dall’Iss, la Lombardia detiene il primato con 2.175 casi (68% del totale), seguita da Emilia Romagna con 524 (16,4%), Veneto con 136 (4,3%), Liguria con 90 (2,8%), Piemonte con 69 (2,2%), Marche con 36 (1,1%), Friuli Venezia Giulia con 35 (1,1%), Lazio con 31 (1%), Puglia con 27 (0,8%), Campania con 17 (0,5%), provincia autonoma di Bolzano e Toscana con 14 (0,4%), provincia di Trento con 12 (0,4%), Abruzzo con 7 (0,2%), Umbria con 4 (0,1%), Molise e Sicilia con 3 (o,1%), Sardegna con 2 (0,1%), Calabria con 1 (meno dello 0,1%).

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