Chi prenderà il Reddito di Cittadinanza nel prossimo autunno dovrà lavorare al comune 16 ore a settimana o perderà il contributo


Le regole per percepire il Reddito di Cittadinanza cambiano e se fin ora, molti, hanno percepito l’assegno senza lavorare, dal prossimo autunno non sarà così. Percepire il Reddito di Cittadinanza significherà dover lavorare obbligatoriamente presso il proprio comune per 16 ore settimanali; in caso di rifiuto, si perderà il diritto.

I beneficiari di RdC potranno fare i giardinieri, lavorare in biblioteca o accompagnare i bimbi a scuola.

Chi percepirà il Reddito di Cittadinanza (RdC)  dal prossimo autunno dovrà svolgere mansioni e fare lavoretti per conto del Comune, con un impegno dalle 8 alle 16 ore a settimana. La prima ad accettare la proposta è la città di Napoli.

Palazzo San Giacomo ha approvato infatti, la delibera di indirizzo con i Progetti di Utilità Collettiva (PUC). Individuati gli ambiti in cui si svolgerà l’attività di pubblica utilità: sociale, ambiente, tutela dei beni comuni, arte e cultura. Ogni beneficiario sarà abbinato in automatico dalla piattaforma GePi e tramite un breve questionario potrà decidere quale mansione, tra quelle indicate, sarà idoneo a svolgere.

I beneficiari di RdC potranno aiutare a curare i giardinetti cittadini, grattare via i graffiti dai monumenti pubblici, dare una mano nelle biblioteche comunali o accompagnare i bimbi a scuola. L’assessore comunale al Welfare Monica Buonanno: “Siamo la prima città in Italia – spiega a Fanpage.it – a pubblicare un atto di indirizzo per i PUC. Grazie a questi progetti chi percepisce il reddito imparerà a svolgere delle mansioni. Non si tratta di un lavoro, ma è un’occasione di crescita che si potrà poi sfruttare sul mercato del lavoro”. Il percorso del PUC si affianca a quello presso i centri per l’impiego che prevede l’accompagnamento tramite i navigator al lavoro, per il quale vige l’esclusione dal RdC se si rifiutano 3 offerte di lavoro.

Chi rifiuta l’impegno al Comune perderà il Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza è partito da 15 mesi. Le prime card sono state consegnata tra marzo e aprile 2019 aprile. Il decreto sui Puc, il primo atto amministrativo, è arrivato a fine ottobre ed è stato pubblicato in Gazzetta a gennaio 2020, ma le attività connesse al RdC sono state poi sospese durante il periodo del lockdown. Gli importi del contributo, che sono definiti dall’Inps, possono variare: si va da circa 200 fino a 1.200 euro al mese, in base a diverse condizioni, come reddito, proprietà immobiliari, numero di familiari, figli o disabili a carico. Finora, chi percepiva il RdC non ha svolto lavori socialmente utili.

I soggetti beneficiari del reddito svolgeranno le loro mansioni a favore della comunità per almeno 8 ore settimanali, all’occorrenza aumentabili fino ad un massimo di 16 ore, come prevede la norma. Si tratta quindi di un impegno massimo di 2-3 ore al giorno. Ecco alcune delle attività che si potranno svolgere:

-restauro barriere architettoniche
-rimozione graffiti da edifici pubblici
-messa in opera di attrezzature per la pulizia di ambienti
-pulizia e riordino degli ambienti
-supporto apertura biblioteche e centri lettura
-controllo sale biblioteca
-riordino del patrimonio librario
-accompagnamento bimbi a scuola a piedi
-accompagnamento delle persone su percorsi collinari
-accompagnamento gite anziani o disabili
-piccola manutenzione di struttura
-piccola manutenzione giochi bimbi nei parchi
-supporto a personale museo
-catalogazione patrimonio artistico o informativo
-supporto piattaforma messa in rete del patrimonio artistico
-sensibilizzazione temi ambientali

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