Casa popolare: quanto deve essere il reddito per ottenerne una? quali i requisiti?


Le case popolari, dette anche alloggi ERP o alloggi IACP, sono immobili appartenenti allo Stato o al comune, messi a disposizione delle famiglie più bisognose, che potranno abitarle pagando un costo di affitto irrisorio. Per averne diritto è quindi necessario non superare un certo reddito, in rapporto al nucleo familiare e avere pertanto i giusti requisiti. Scopriamoli.

Come posso ottenere una casa popolare?

Le case popolari vengono assegnate di solito a persone che, a causa di difficoltà psico-fisiche non possono avere un lavoro soddisfacente e quindi vivono nella povertà.

Questi immobili vengono assegnati dall’amministrazione pubblica attraverso un bando pubblico e soltanto agli individui in possesso dei requisiti, previsti dalla legge potranno ottenerli. Vediamo quali sono allora i requisiti per ottenere una casa popolare, inclusi quelli reddituali.

Se sei in difficoltà economica, non hai i soldi per pagare un affitto, puoi fare domanda al tuo Comune, o alla Provincia o alla Regione (di solito sono questi gli enti che se ne occupano) per l’assegnazione di una casa popolare.

In primis, valutati i requisiti, se soddisfacenti, sarai inserito in una graduatoria e dopo di che bisognerà attendere che qualche casa sia liberata oppure ne siano disponibili di nuova costruzione.

La casa non sarà del tutto gratis: il canone di affitto sarà nettamente inferiore ai prezzi di mercato ma non nullo: ad esempio, puoi ottenere una casa popolare di tre vani, pagando un affitto di soli 100 euro al mese.

Requisiti

Per ottenere una casa popolare è opportuno essere cittadini italiani o di altro Stato dell’UE ed avere la propria attività lavorativa nel comune di residenza. Ci sono poi altri requisiti reddituali come la situazione ISEE.

Bisogna avere un ISEE dell’intero nucleo familiare non superiore a 16.674,17 euro.

Sono inoltre ammessi anche i nuclei familiari monocomponenti che hanno un ISEE non superiore a 20.270,56 euro.

Naturalmente chi assegnerà la casa, terrà conto delle condizioni di ciascuna famiglia, a parità di reddito: ad esempio, se a richiedere la casa sono 2 famiglie, con stesso reddito ISEE di 4.000 euro, una con 5 componenti, l’altra con 3 componenti, automaticamente l’immobile sarà preferibilmente assegnato alla famiglia più numerosa.

Inoltre, si dovranno rispettare altri fondamentali requisiti:

-Non essere proprietari di altri alloggi (o essere proprietari di altri alloggi ma inadeguati alle esigenze familiari);

-Non essere stato sfrattato da altre case popolari negli ultimi cinque anni;

-Non essere stato occupante abusivo di altre case popolari negli ultimi cinque anni;

-Essere residente nel territorio comunale. Spesso non importa essere cittadino italiano: i bandi sono destinati a cittadini italiani, europei ed anche immigrati extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno;

-Non superare un certo reddito massimo, in proporzione ai membri della famiglia.

Per quanto tempo viene assegnata la casa?

La normativa di riferimento è la Legge del 24 dicembre 1993, n. 560, la quale individua le persone che possono acquistare una casa popolare. Possono riscattare la casa popolare gli assegnatari oppure i familiari loro conviventi. Il Comune quindi può vendere la casa sia all’assegnatario, sia ai familiari, anche se l’assegnatario è deceduto.

È però necessario che assegnatario (o familiare erede) possegga i seguenti requisiti:

-Abiti nella casa da almeno cinque anni;

-Non risulti moroso dei canoni di affitto;

-Non superi un reddito massimo previsto;

-Cittadinanza italiana o europea o extracomunitaria (purché con regolare permesso di soggiorno);

-Sia residente nel Comune;

-Non sia titolare di altri alloggi adeguati al nucleo familiare.




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