Attualità

Attenzione: rischio di sanzione fino a 3.600 euro se si presta l’auto a qualcuno


Se finora avete sempre prestato la vostra auto ad amici e parenti, ignari delle possibili conseguenze, vi consigliamo di pensarci due volte da questo momento poichè potrete incorrere in cattive sorprese.

La prima preoccupazione, ma non l’unica, quando si presta la propria auto è quella di un eventuale incidente stradale del soggetto che la guida. Ma pochi sanno che ci sono grosse limitazioni quando si decide di prestare il proprio mezzo di trasporto.

Possiamo liberamente guidare un’auto intestata a terzi? 

La risposta alla prima domanda è di certo, affermativa.

Guidare un’auto intestata a terze persone è del tutto lecito e legale: fondamentale è che il proprietario sappia con certezza che voi avete preso la sua auto.

Quali obblighi dobbiamo rispettare e quali rischi corriamo?

Se l’auto che si riceve in prestito è di un familiare convivente (che abita nella nostra stessa residenza), non è necessario adempiere ad alcuna formalità. Si può guidare ad esempio, l’auto della moglie o del figlio per tutto il periodo desiderato senza incorrere in nessuna sanzione.

Se, invece, l’auto in prestito appartiene ad un’altra persona che non sia un familiare convivente (cognati, fratelli, amici, zii, vicini,ecc…) la legge ne consente l’uso per non più di 30 giorni.

Per un periodo superiore a 30 giorni, la normativa attuale rende obbligatorio trascrivere sulla carta di circolazione le generalità dell’utilizzatore abituale ossia del possessore dell’auto.

Il proprietario o l’utilizzatore dell’auto deve comunicare alla Motorizzazione i dati del possessore dell’auto. Questo procedimento è un vero e proprio obbligo di legge e si può rischiare grosso se, durante un controllo delle Forze dell’Ordine, ci “beccano” a guidare un auto non di nostra proprietà e di un soggetto che non convive con noi.

Immaginate il signor Rossi che decide di prestare la sua seconda auto ad un amico che, dopo un incidente stradale è privo di mezzo di trasporto. Se il Signor Rossi, per simpatia ed umanità, decide di prestare la sua macchina, per più di 30 giorni al suo sfortunato amico, dovrà dapprima recarsi alla Motorizzazione per trascrivere sulla carta di circolazione le generalità dell’utilizzatore. Se il Signor Rossi dovesse omettere ciò, sarà sanzionato. 

La sanzione

Il Codice della Strada all’art. 94 comma 4 bis disciplina l’uso continuativo o per lunghi periodi di un veicolo intestato ad altri. L’omissione della comunicazione comporta il pagamento di una multa da 728 euro a 3.636 euro.

Cosa accade se il non proprietario dovesse avere un incidente con la macchina non di sua proprietà?

Al di là delle limitazioni di responsabilità previsti nella polizza, la legge non prevede alcuna esclusione del risarcimento per l’incidente stradale nei confronti del conducente non proprietario.

Il conducente non proprietario potrà richiedere solo il risarcimento delle lesioni personali eventualmente patite a seguito dell’incidente. Non potrà, di certo, chiedere il risarcimento dei danni materiali subiti dall’autovettura di cui non è proprietario.
Qualora, invece, la polizza assicurativa preveda una limitazione di responsabilità nei confronti del solo assicurato, è necessario precisare quanto segue:

-Se il conducente non proprietario dell’auto resta coinvolto in un incidente e la colpa è sua, la compagnia pagherà il risarcimento al danneggiato, ma potrà rivalersi sul proprio assicurato.

-L’assicurato, proprietario dell’auto prestata, a sua volta, potrà chiedere il risarcimento al conducente responsabile dell’incidente.

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