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Attenzione: rischio di sanzione fino a 3.600 euro se si presta l’auto a qualcuno


Prestare l’auto a un amico o a un familiare è spesso considerato un gesto di cortesia, fatto in buona fede e senza troppe preoccupazioni. Tuttavia, pochi automobilisti sanno che questa abitudine, così diffusa, può nascondere rischi legali e assicurativi non indifferenti, capaci di trasformare un favore in un vero problema.

Le implicazioni legali e assicurative

Quando si cede temporaneamente la propria vettura a qualcun altro, la responsabilità civile e penale in caso di sinistro può ricadere, in alcuni casi, anche sul proprietario del veicolo, e non solo su chi era alla guida. È importante sapere che, anche se il conducente non è il titolare del mezzo, l’assicurazione RC Auto copre comunque i danni a terzi, a patto che il conducente non sia escluso espressamente dalla polizza.

Molte polizze infatti, soprattutto quelle più economiche, prevedono limitazioni, come ad esempio la guida esclusiva (solo il contraente può guidare) o la guida esperta (conducenti over 26 anni o con almeno 2 anni di patente). Se chi prende in prestito l’auto non rispetta i requisiti previsti dal contratto assicurativo, la compagnia può rifiutarsi di pagare i danni oppure applicare una penale, rendendo il sinistro ancora più costoso.

Possiamo liberamente guidare un’auto intestata a terzi? 

La risposta alla prima domanda è di certo, affermativa.

Guidare un’auto intestata a terze persone è del tutto lecito e legale: fondamentale è che il proprietario sappia con certezza che voi avete preso la sua auto.

Quali obblighi dobbiamo rispettare e quali rischi corriamo?

Se l’auto che si riceve in prestito è di un familiare convivente (che abita nella nostra stessa residenza), non è necessario adempiere ad alcuna formalità. Si può guidare ad esempio, l’auto della moglie o del figlio per tutto il periodo desiderato senza incorrere in nessuna sanzione.

Se, invece, l’auto in prestito appartiene ad un’altra persona che non sia un familiare convivente (cognati, fratelli, amici, zii, vicini,ecc…) la legge ne consente l’uso per non più di 30 giorni.

Per un periodo superiore a 30 giorni, la normativa attuale rende obbligatorio trascrivere sulla carta di circolazione le generalità dell’utilizzatore abituale ossia del possessore dell’auto.

Il proprietario o l’utilizzatore dell’auto deve comunicare alla Motorizzazione i dati del possessore dell’auto. Questo procedimento è un vero e proprio obbligo di legge e si può rischiare grosso se, durante un controllo delle Forze dell’Ordine, ci “beccano” a guidare un auto non di nostra proprietà e di un soggetto che non convive con noi.

Immaginate il signor Rossi che decide di prestare la sua seconda auto ad un amico che, dopo un incidente stradale è privo di mezzo di trasporto. Se il Signor Rossi, per simpatia ed umanità, decide di prestare la sua macchina, per più di 30 giorni al suo sfortunato amico, dovrà dapprima recarsi alla Motorizzazione per trascrivere sulla carta di circolazione le generalità dell’utilizzatore. Se il Signor Rossi dovesse omettere ciò, sarà sanzionato. 

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