Vuoi sapere se le tue arterie sono colpite da ARTERIOSCLEROSI? Il dott Rossi ti spiega come fare
CONOSCERE LO STATO DELLE PROPRIE ARTERIE: UN SEMPLICE RAPPORTO PUĂ’ DARE INDICAZIONI IMPORTANTI

Quando pensiamo alla pressione arteriosa, quasi sempre immaginiamo la classica misurazione al braccio. In realtĂ esiste un esame molto semplice e non invasivo che confronta la pressione sistolica rilevata alla caviglia con quella del braccio.
Si chiama indice caviglia-braccio, o ABI, ed è utilizzato soprattutto per individuare la possibile presenza di malattia arteriosa periferica, cioè un restringimento delle arterie degli arti inferiori dovuto frequentemente all’aterosclerosi.
Ma che cosa significa esattamente “arteriosclerosi”? A spiegarlo è il dott Pier Luigi Rossi, medico specialista in Medicina Preventiva
Il termine arteriosclerosi indica, in senso generale, un progressivo ispessimento e irrigidimento delle pareti arteriose. L’aterosclerosi è una forma specifica di arteriosclerosi ed è caratterizzata dall’accumulo nelle arterie di placche formate da grassi, colesterolo, calcio e altre sostanze. Con il tempo queste placche possono restringere il lume del vaso e ridurre il flusso di sangue verso cuore, cervello, reni e arti inferiori.
L’indice caviglia-braccio serve proprio a capire se il sangue arriva alle gambe con una pressione adeguata.
Il calcolo è semplice:
pressione sistolica alla caviglia Ă· pressione sistolica al braccio
Per ciascuna gamba si utilizza la pressione sistolica piĂą alta misurata alla caviglia e la pressione sistolica brachiale di riferimento secondo il protocollo utilizzato. Nella pratica clinica, la misurazione viene effettuata con il paziente sdraiato e con tecnica standardizzata.Â
In condizioni normali la pressione alla caviglia è simile o leggermente superiore a quella del braccio. Quando invece il rapporto scende, può significare che il flusso sanguigno verso la gamba incontra una resistenza maggiore.
CONTINUA A LEGGERE >>
