Diritti e doveri

“Non fatevi fregare!” Mario Giordano svela il sostegno che molte famiglie con disabili non sanno di poter chiedere al Comune


DISABILITÀ E AIUTI NEGATI: MARIO GIORDANO ACCENDE I RIFLETTORI SUI DIRITTI CHE MOLTE FAMIGLIE NON CONOSCONO

Mario Giordano, giornalista e volto televisivo noto per le sue inchieste e per l’attenzione riservata ai problemi concreti dei cittadini, ha richiamato l’attenzione su una questione che riguarda da vicino molte famiglie italiane: i sostegni destinati alle persone con disabilità e a chi se ne prende cura ogni giorno.

Nel suo intervento, Giordano parte da un punto molto semplice ma spesso trascurato: esistono diritti e strumenti di tutela che molte persone non conoscono affatto, oppure scoprono soltanto dopo anni di difficoltà.

Famiglie che assistono figli, genitori o altri parenti con disabilità possono infatti trovarsi a sostenere carichi enormi, non solo dal punto di vista economico, ma anche sul piano organizzativo, lavorativo e personale. E spesso la sensazione è quella di essere lasciati soli davanti a richieste, pratiche, attese e continui rimbalzi tra uffici.

Secondo quanto spiegato da Giordano, però, non sempre un rifiuto da parte delle istituzioni significa che la famiglia debba semplicemente arrendersi.

IL RUOLO DEI COMUNI

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda proprio i Comuni.

Giordano sottolinea che, in presenza di determinate condizioni, l’amministrazione comunale può essere chiamata a garantire interventi e servizi a favore della persona con disabilità e del suo nucleo familiare.

Non si tratterebbe quindi soltanto di un aiuto concesso “se ci sono fondi” o sulla base della disponibilità del momento.

Nel video viene richiamato anche il ruolo della giustizia amministrativa: Giordano fa riferimento a pronunce di TAR e Consiglio di Stato che avrebbero riconosciuto, in alcuni casi, le ragioni delle famiglie quando l’assistenza richiesta era stata negata.

Il messaggio è chiaro: quando un diritto è previsto dalla legge, l’amministrazione non può limitarsi a ignorare la situazione del cittadino.

FAMIGLIE SPESSO LASCIATE SOLE

Il tema diventa ancora più delicato quando si parla di persone con disabilità grave o non autosufficienti.

Dietro ogni pratica ci sono famiglie che devono organizzare terapie, assistenza, spostamenti, visite, scuola, lavoro e vita quotidiana.

E molto spesso chi si occupa direttamente della persona fragile si trova a dover diventare contemporaneamente caregiver, organizzatore, accompagnatore e conoscitore di norme e procedure.

Proprio per questo Giordano insiste sulla necessità di conoscere i propri diritti prima ancora di rassegnarsi a un diniego.

Una risposta negativa ricevuta da un ufficio, infatti, non significa automaticamente che quella risposta sia corretta o definitiva.

QUANDO UN DINIEGO PUÒ ESSERE CONTESTATO

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