Diritti e doveri

Tari: se il reddito isee è basso non va pagata. Ecco chi può ottenere l’agevolazione


Molti cittadini italiani, sommersi da tasse e spese mensili, non sono a conoscenza del fatto che è possibile ottenere un’esenzione o una riduzione sulla TARI, l’imposta comunale sui rifiuti. Si tratta di una tassa dovuta da chiunque possieda o detenga locali e aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. In vigore dal 2014, la TARI ha sostituito le vecchie TIA, TARSU e TARES, uniformando il tributo a livello nazionale, ma lasciando ampia autonomia ai Comuni nella gestione di esenzioni, riduzioni e modalità di pagamento.

Chi ha diritto all’esenzione TARI?

L’esenzione totale o parziale dalla TARI non è automatica e varia da Comune a Comune, poiché sono i regolamenti comunali a stabilire le categorie di cittadini che ne hanno diritto. Tuttavia, ci sono alcuni requisiti comuni che vengono generalmente presi in considerazione:

1. Reddito ISEE basso

La maggior parte dei Comuni prevede esenzioni o riduzioni per le famiglie con basso reddito ISEE. Di solito, il limite massimo per accedere al beneficio si aggira attorno agli 8.000-10.000 euro, ma può variare. In alcuni casi, sono previste riduzioni progressive anche per ISEE fino a 15.000 euro.

2. Pensionati over 65 o invalidi

Molti Comuni concedono l’esenzione o forti riduzioni della TARI a:

  • Pensionati ultra 65enni con basso reddito

  • Invalidi civili totali o con gravi disabilità, beneficiari della legge 104

3. Disoccupati o nuclei con un solo reddito

In situazioni di difficoltà economica documentata (disoccupazione, perdita del lavoro, mono-reddito con figli a carico), è spesso possibile accedere ad agevolazioni.

4. Immobili inutilizzati o non abitati

Se l’immobile è vuoto, privo di mobili e di utenze attive, è possibile ottenere la sospensione della TARI. È importante però che la condizione venga comunicata e documentata al Comune.

Come si calcola la Tari

La tassa distingue utenze domestiche e non domestiche. Il primo caso tiene conto della superficie totale dell’immobile e del numero degli occupanti.

Per le utenze non domestiche, invece, si tiene conto dell’attività svolta e della superficie del locale.

Utenze domestiche

La tariffa sui rifiuti è così composta:

-una quota fissa, per il calcolo della quale bisogna moltiplicare i metri quadrati dell’immobile (determinati sulla base della superficie calpestabile) per la tariffa corrispondente al numero degli occupanti dello stesso. Se l’intestatario dell’utenza è residente nell’immobile, quest’ultimo dato viene reperito negli archivi anagrafici del Comune e corrisponde al numero dei componenti il nucleo familiare. Se invece l’intestatario dell’utenza non risiede nell’immobile,il numero degli occupanti viene determinato in via presuntiva, in rapporto alla superficie dei locali, secondo la seguente tabella:

  • da mq 0 a mq 45: 1 componente convenzionale
  • da mq 46 a mq 60: 2 componenti convenzionali
  • da mq 61 a mq 75: 3 componenti convenzionali
  • da mq 76 e oltre: 4 componenti convenzionali
  • una quota variabile, rapportata alla quantità di rifiuto residuo conferito, comprensiva di un quantitativo minimo obbligatorio

a tassa distingue utenze domestiche e non domestiche. Il primo caso tiene conto della superficie totale dell’immobile e del numero degli occupanti.

Per le utenze non domestiche, invece, si tiene conto dell’attività svolta e della superficie del locale.

Utenze non domestiche

Anche per le utenze non domestiche la tariffa sui rifiuti si compone di una quota fissa e di una quota variabile, per il calcolo delle quali bisogna tener conto dei metri quadrati dell’immobile occupato e della tipologia di attività che viene svolta all’interno dello stesso.

Chi può ottenere l’esenzione

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