Pensione casalinghe 2026: chi può richiederla e come far la domanda

Il lavoro svolto quotidianamente tra le mura domestiche – cucinare, pulire, accudire i figli o i genitori anziani, gestire la casa e l’economia familiare – rappresenta un impegno costante, totalizzante e di grande responsabilità. Eppure, per chi sceglie di dedicarsi a tempo pieno alla cura della famiglia, spesso non esiste alcuna forma di retribuzione o riconoscimento economico diretto. Fortunatamente, in Italia esiste una misura previdenziale che offre la possibilità anche a casalinghe e casalinghi di costruirsi una forma di protezione economica per la vecchiaia: si tratta della cosiddetta “pensione per casalinghe”.
Cos’è la pensione per casalinghe
Questo strumento è stato istituito per dare un’opportunità di previdenza anche a chi, pur non avendo mai lavorato fuori casa o non potendo versare contributi da lavoro dipendente o autonomo, desidera comunque assicurarsi un trattamento pensionistico. È gestito attraverso il Fondo di previdenza per soggetti privi di reddito professionale, istituito presso l’INPS.
Pensione casalinghe: quali sono i requisiti
La pensione casalinghe, calcolata solo con il sistema contributivo, spetta agli uomini e alle donne che si occupano dei lavori non retribuiti di cura della famiglia, con almeno 57 anni di età e una contribuzione minima di 5 anni.
Per beneficiare di tale pensione è necessario iscriversi ad un fondo istituito dall’Inps. Ma a chi spetta esattamente la pensione casalinghe 2021?
Chiariamo in primis che cos’è il Fondo casalinghe:
È il Fondo di previdenza, istituito dal 1.1.1997, per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari.
CHI SI PUÒ ISCRIVERE
Possono iscriversi al nuovo fondo di previdenza, i soggetti di entrambi i sessi e di età compresa fra quella prevista dalle norme sull’avviamento al lavoro 16 anni e i 65 anni di età se:
-svolgono lavoro in famiglia non retribuito connesso con responsabilità familiari, senza vincoli di subordinazione;
-non sono titolari di pensione diretta;
-non prestano attività lavorativa dipendente o autonoma per la quale sussista l’obbligo di -iscrizione ad altro ente o cassa previdenziale;
-prestano attività lavorativa part-time se, in relazione all’orario e alla retribuzione percepita, si determina una contrazione delle settimane utili per il diritto a pensione.
