Nuova variante Covid preoccupa gli esperti: “Potrebbe confondere i vaccini”


Una nuova variante Covid sta mettendo in allarme il mondo. Si chiama B.1.1.529 (ribattezzata a livello internazionale variante Nu), è stata identificata per la prima volta l’11 novembre scorso in Botswana (Africa) e si sarebbe diffusa rapidamente in alcuni paesi africani nei confronti dei quali i Paesi occidentali nelle ultime ore stanno introducendo restrizioni ai viaggi per limitare la circolazione virale.

Questa variante, così come sembra, è molto contagiosa e pericolosa e gli esperti lanciano l’allarme: Israele giovedì sera ha immediatamente cancellato i voli da e per il Sudafrica. La Gran Bretagna ha interrotto i collegamenti con sei paesi. Oltre al Sudafrica, Namibia, Lesotho, Eswatini, Zimbabwe e Botswana.

«È abbastanza preoccupante» conferma Alessandro Carabelli, ricercatore italiano, direttore di uno dei gruppi di ricerca del consorzio inglese Cog-Uk che monitora le varianti. «Ha 32 mutazioni sulla proteina spike, che sono un numero molto grande e si sono accumulate in un tempo rapidissimo».

Il numero di variazioni sulla proteina spike – la punta della corona del coronavirus, la proteina che usa per agganciare le nostre cellule ed entrare al loro interno – è circa doppio rispetto alla variante Delta e triplo rispetto alla Alfa.

«Ha sia le mutazioni che rendono il virus più contagioso, sia quelle che potrebbero confondere gli anticorpi» spiega Carabelli.

Il Sudafrica ha un tasso di vaccinazione basso: il 24% della popolazione totale. Si ipotizza che tante mutazioni si siano accumulate in un contagiato immunodepresso (forse con Hiv), che ha lottato con il coronavirus per settimane o mesi, permettendo che nel suo genoma, dopo tante replicazioni, si accumulasse un gran numero di errori.


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