Novità per le pensioni di reversibilità INPS: potranno riceverla anche i nipoti


La Corte Costituzionale ha recentemente deciso che i nipoti, a prescindere dall’età anagrafica, possono accedere alla pensione di reversibilità INPS dei nonni.

La pensione di reversibilità è un trattamento economico erogato dall’INPS a specifiche categorie di familiari, con lo scopo di sostenere la famiglia del pensionato deceduto.

Per ottenere la pensione di reversibilità relativa all’assegno previdenziale riconosciuto al nonno o alla nonna deceduti, i nipoti devono soddisfare una serie di condizioni essenziali.

Negli ultimi anni, la pensione di reversibilità è stata interessata da diverse novità riguardanti l’allargamento della platea dei beneficiari, come il riconoscimento della pensione ai figli e coniugi della persona defunta, e, più recentemente, ai nipoti.

La Corte Costituzionale si è pronunciata a favore di questo ulteriore ampliamento della platea di cittadini che possono usufruire della pensione di reversibilità. A partire da quest’anno, i nipoti possono ottenere una quota della pensione, anche se hanno già compiuto la maggiore età e non convivevano con il nonno defunto.

Quali sono i requisiti richiesti dai nipoti per accedere alla pensione INPS dei nonni?

Per poter accedere alla pensione di reversibilità dei nonni, i nipoti dovranno soddisfare alcuni requisiti fondamentali. In primo luogo, dovranno essere in possesso di un’adeguata documentazione che attesti il loro rapporto di parentela con il nonno o la nonna defunti.

Inoltre, dovranno dimostrare di non essere già titolari di una pensione propria, né di un’altra forma di reddito che superi determinati limiti di reddito.

In particolare, per poter accedere alla pensione di reversibilità INPS, i nipoti dovranno dimostrare di non percepire un reddito annuo superiore alla soglia prevista per il 2023, che è pari a 5.571,60 euro. In caso contrario, la pensione di reversibilità sarà ridotta o annullata.

Inoltre, i nipoti dovranno dimostrare di non essere conviventi con un coniuge o con un’altra persona con cui hanno un rapporto analogo a quello coniugale, in quanto, in questo caso, potrebbero essere titolari di una pensione di reversibilità propria.

Infine, i nipoti dovranno presentare la domanda di pensione di reversibilità entro un certo termine dalla data di decesso del nonno o della nonna, che solitamente è di sei mesi, ma potrebbe variare in base alla normativa vigente.

In generale, quindi, la pensione di reversibilità spetta ai nipoti dei pensionati deceduti, ma solo se questi soddisfano tutti i requisiti richiesti dalla legge. È importante, pertanto, che i nipoti si informino attentamente sulle modalità di richiesta e sulle condizioni previste dalla legge per poter accedere a questo trattamento previdenziale.

La vera novità legata alla pensione di reversibilità riguarda proprio l’opportunità per i nipoti maggiorenni di poter ottenere un sostentamento continuativo, attraverso questa tipologia di trattamento, nei casi in cui essi siano orfani di genitori e considerati inabili allo svolgimento di attività lavorativa.

Dunque, si tratta di un ulteriore passo in avanti intrapreso da parte della Corte Costituzionale al fine di salvaguardare ulteriormente quelle categorie di persone considerate più fragili e che non hanno la possibilità di effettuare un lavoro, dunque non in grado di poter ottenere un reddito lavorativo autonomamente.


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