Il Reddito di Base sostituirà il Reddito di Cittadinanza: soldi anche per casalinghe, disabili, pensionati poveri

Il 2022 potrebbe essere l’anno del cambiamento infatti, potrebbe andare in pensione il caro e vecchio Reddito di Cittadinanza.
Il sussidio economico detto Reddito di Base Universale, rivolto ad ogni singolo cittadino è in arrivo e potrebbe rivoluzionare la vita di chi finora non ha mai ricevuto nessun aiuto economico.
Uomini, donne, ragazzi, bambini, il reddito di base europeo ha come destinatari tutti i cittadini, giovani e anziani. Non conta il reddito né l’ISEE; sembra proprio un meraviglioso sogno che presto potrebbe concretizzarsi.
Reddito di base: che cos’è
Il reddito di base potrebbe essere lo spiraglio di luce in questa grande crisi economica dove, a patirne le conseguenze, sono in particolare le famiglie più povere: anziani, pensionati a basso reddito, casalinghe che non hanno diritto ad una pensione, disabili che ricevono un assegno davvero misero.
Il reddito di base, a differenza di quello di Cittadinanza, sarebbe destinato a tutti, indipendentemente dal reddito, dall‘Indicatore della Situazione Economica Equivalente, delle condizioni di lavoro e dall’età.
L’idea non è nuova, nasce secoli fa, ma solo da poco tempo una sua realizzazione sembra attuabile. Ed ora, la Commissione Europea ha riproposto nuovamente questo reddito di base universale che non discrimina nessuno dato che si rivolge ad ogni essere umano.
Come funziona

È un reddito erogato in modo incondizionato a tutti, su base individuale, senza alcuna verifica della condizione economica o richiesta di disponibilità a lavorare.
L’obiettivo è offrire una vita dignitosa a tutti. Il progetto si basa su quattro punti fondamentali.
Il primo è l’universalità con il coinvolgimento di ogni persona.
Il secondo è l’individualità spettando ad ogni singolo cittadino sia esso donna, uomo, bambino, anziano.
Terzo pilastro è l’incondizionalità dato che non richiedere alcun limite di accesso (reddituale, anagrafico, patrimoniale…). Chiudiamo il cerchio con la sufficienza ossia la garanzia di una vita dignitosa ad ogni essere umano.
Si intuisce facilmente come il fine ultimo del reddito di base sia l’eliminazione di ogni discriminazione e disuguaglianza e la diminuzione del divario tra ricchi e poveri.
C’è una data di arrivo del sussidio economico?
A giugno 2022, la Commissione europea potrebbe far arrivare in Parlamento il reddito di base. Condizione necessaria è il raggiungimento del numero minimo di firme indispensabili per avviare un referendum.
A tal proposito è stato indetta dalla Commissione una raccolta di firme online sul web. Per partecipare attivamente alla formazione di un futuro migliore con minori disuguaglianze basterà collegarsi al portale eci.ec.europa.eu. Nella home page si potranno leggere gli obiettivi del progetto prima di procedere con la firma. Per ora sono 170 mila le firme raccolte ma si pensa che diffondendo la notizia il numero diventerà molto più alto. Solo in questo modo si potrà far diventare un’utopia realtà.
Casalinghe in festa: potranno anche loro ricevere dei soldi

Casalinghe, udite! Incrociate le dite perchè da Giugno potreste aver diritto al Reddito di Base Universale.
Si tratta di qualcosa di molto diverso dal reddito di cittadinanza. Il reddito di base universale per le casalinghe sarebbe un reddito da riconoscere a ogni uomo donna.
È il caso ad esempio delle casalinghe ma anche di chi va in contesti particolarmente svantaggiati e poveri dal punto di vista lavorativo. Entro giugno si dovranno raccogliere le firme sul sito dell’Unione Europea perché questa proposta passi in parlamento e divenga finalmente legge. (⇒A Giugno la decisione: potrebbe essere approvato lo stipendio per le casalinghe. Arriva il Reddito di Base universale)
Aggiornamento 2025: Che fine ha fatto il reddito di base?
Nel 2025, il concetto di reddito di base europeo continua a essere oggetto di dibattito politico, sociale ed economico in tutto il continente. Sebbene non esista ancora una misura ufficiale e uniforme applicata a livello europeo, diversi Paesi hanno portato avanti sperimentazioni concrete, con l’obiettivo di capire se una somma fissa, erogata mensilmente a ogni cittadino senza vincoli o condizioni, possa rappresentare una soluzione sostenibile ed efficace per affrontare le nuove sfide del lavoro e del benessere sociale.
Le prove sul campo hanno coinvolto migliaia di cittadini in varie nazioni europee, con risultati spesso positivi. L’idea di ricevere un reddito fisso, sufficiente a coprire le spese essenziali, ha dimostrato di non scoraggiare il lavoro, ma anzi, in molti casi ha favorito l’iniziativa personale, la formazione, la riqualificazione professionale e persino la nascita di piccole attività indipendenti. A livello psicologico, i beneficiari hanno sperimentato meno stress, più stabilità emotiva e una maggiore libertà decisionale nella vita quotidiana.
Anche se questi progetti sono ancora limitati e non hanno la forza di una riforma strutturale, stanno contribuendo a ridisegnare la percezione pubblica del welfare. L’idea di un reddito di base europeo universale – uguale per tutti i cittadini, al di là del reddito o della condizione lavorativa – si fa spazio lentamente, soprattutto in risposta alla crescente automazione, alla precarietà occupazionale e alle disuguaglianze economiche.
Nel frattempo, l’Unione Europea osserva, raccoglie dati e riflette. Il 2025 non ha ancora portato alla nascita di un vero reddito di base continentale, ma i segnali di apertura e sperimentazione indicano che l’Europa potrebbe essere più vicina che mai a ripensare il proprio modello di protezione sociale.
