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Il dramma di Marta, 31 anni: 4 volte tumore al cervello e l’INPS le taglia l’assegno d’invalidità


La storia di Marta, 31 anni, riportata da Repubblica, sta commovendo tutta l’Italia ed è il frutto di contradizioni e ingiustizie che si ripercuotono purtroppo sempre sui cittadini. Per questo motivo ha deciso di rivolgersi a Mattarella: ha avuto per 4 volte il tumore al cervello e l’INPS le ha tolto l’invalidità al 100%.

La sua storia

Marta ha 31 anni e nel 2007 a Marta viene diagnosticato tumore cerebrale molto esteso, che le ha già compromesso la vista. Viene operata, ma il tumore ricompare nel 2011 in due diverse recidive, nuovamente rimosse. Due anni dopo, nel 2013, il tumore si ripresenta una terza volta per poi tornare ancora nel 2019. «Ho avuto una nuova diagnosi di recidiva che attualmente è in corso – racconta Marta – e sta crescendo sembrerebbe lentamente. La vista però non è più ritornata. Vedo nero a sinistra e ho campo visivo ridotto del 90% a destra, ma anche nella piccola porzione che resta vedo un grado, praticamente nulla. Anzi, nel muovermi quel piccolo cono di luce è quasi un ostacolo. Nel lavoro la tecnologia è di aiuto, ma senza mia madre non andrei da nessuna parte».

Oltre a dover combattere la malattia, Marta fa guerra all’INPS che nel corso degli anni le ha abbassato la pensione di invalidità: dal 100% al 70%.

Marta – che nel frattempo si è laureata e fa la consulente in digital marketing – si è ribellata via social. Con l’hashtag #ioNonMollo ha scatenato un pandemonio su Telegram, Facebook e Twitter, finché non sono arrivate nell’ordine: la telefonata di scuse del presidente dell’Inps Pasquale Tridico e poi una email, con la quale la direttrice del settore Invalidità civile Maria Sciarrino comunica a Marta la decisione di riportare la sua indennità al 100%. Senza accompagnamento però.
«Questa è una presa in giro – sbotta Marta – perché l’invalidità al 100% corrisponde circa a 296 euro al mese, mentre l’accompagnamento sono 520 euro. Sono stanca, arrabbiata e delusa dalle istituzioni: ho scritto al governatore Stefano Bonaccini, al governo e anche al presidente Sergio Mattarella senza ricevere risposta».

Nel 2019 durante la visita straordinaria, quando la commissione ha abbassato la sua percentuale di invalidità, sembrava quasi che lei volesse ricevere quei soldi ingiustamente «Tra l’altro – sottolinea Marta – nel verbale si sottolinea il fatto che io mi sia laureata e che lavori, come se fosse una prova della mia falsa invalidità».

«Con il mio avvocato – spiega Marta- abbiamo deciso di muoverci anche noi in autotutela, chiediamo una sorta di rivalutazione preliminare di tutta la mia situazione, cercheremo anche di fornire ulteriori documentazioni. La mia rabbia è anche dovuta al fatto che sto ricevendo centinaia di segnalazioni di simili alla mia, comportamenti poco etici da parte delle commissioni, battutine. #IoNonMollo non è solo per me, ma anche per alzare il polverone in tutta Italia, vorrei fare comprendere che questo problema esiste e coinvolge migliaia di persone anche giovani, se ci fossero delle registrazioni di queste visite si scoprirebbe il marciume che c’è sotto. All’Inps ho fatto un’altra domand, alla quale nessuno ha ancora risposto: è vero che esiste un premio produzione per i medici che negano l’invalidità?».

Spero che Marta possa ottenere ciò che le spetta.


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