Esteri

Fratello e sorella si innamorano e hanno due figli: «Vogliamo sposarci»


La storia che ha scosso l’opinione pubblica e infiammato il dibattito etico arriva da un contesto tanto reale quanto controverso: un fratello e una sorella, cresciuti separatamente, si sono conosciuti solo da adulti e, senza sapere del legame di sangue che li univa, si sono innamorati profondamente, fino al punto da costruire una famiglia e avere due figli insieme. Quando la verità sulle loro origini è emersa, la rivelazione non ha scalfito il loro amore, ma ha invece rafforzato il loro desiderio di ufficializzare la loro unione con il matrimonio, scatenando una reazione sconcertata nella società.

Secondo quanto riportato dai media, la coppia sostiene che l’amore che provano è autentico, libero da ogni forma di manipolazione o imposizione, e che la loro situazione è il risultato di circostanze che sfuggono al loro controllo. Crescendo in famiglie diverse, i due non hanno mai avuto modo di vivere un rapporto fraterno e, incontrandosi da adulti, si sono trovati a condividere affinità profonde, ideali comuni e un’intesa rara. Solo dopo la nascita del secondo figlio, le ricerche genealogiche hanno svelato il vincolo di sangue che li unisce.

Nonostante le forti critiche, i due sostengono che la loro relazione non sia moralmente sbagliata, perché nata in assenza di consapevolezza e nutrita da sentimenti puri. La coppia ha richiesto che venga riconosciuto il diritto di amarsi e di crescere i loro figli senza subire giudizi o condanne. Hanno perfino presentato una richiesta formale per poter contrarre matrimonio, affermando di voler affrontare pubblicamente ogni conseguenza, ma anche di rivendicare la libertà di decidere sul proprio destino sentimentale.

Questa vicenda solleva interrogativi profondi su etica, legge e affettività, mettendo in discussione i confini della morale tradizionale e chiedendoci quanto sia giusto che lo Stato o la società intervengano nei legami personali. In un mondo in cui l’amore assume forme sempre più fluide e non convenzionali, casi come questo ci spingono a riflettere su ciò che definiamo giusto o sbagliato, e se l’amore, in alcune sue espressioni, debba essere giudicato o compreso.

«Ci amiamo e questo è quello che deve prevalere». Fratello e sorella si vogliono sposare dopo 9 anni che stanno insieme. Ma la legge spagnola glielo impedisce. Loro si chiamano Daniel e Ana. “Mia madre mi ha detto che mio padre ci aveva abbandonati per formare un’altra famiglia e che aveva avuto un altro figlio”, racconta Ana in un’intervista a EL ESPAÑOL.

Da quando suo padre l’ha abbandonata, lei ha sempre saputo di avere un fratello perduto che non conosceva. Di quel fratello si è però innamorata e ora i due vogliono sposarsi. Egli è il padre dei suoi due figli.

All’epoca non conosceva né il nome né l’età, l’unica cosa che sospettava è che un suo parente consanguineo vivesse a Granollers (Barcellona), sua città natale. “Ero sempre curiosa di conoscerlo, soprattutto se un giorno lo incontravo per strada o da qualche parte”. Ana così ha deciso di cercare Daniel su Facebook. “Stavamo bevendo qualcosa e quando siamo usciti in terrazza mi ha baciato. Sono rimasta scioccata. Ci siamo separati subito e abbiamo riso. Dopo un po’ mi ha preso la mano e mi ha separato dagli altri, pensavo volesse per parlare. Ma lui mi ha baciato di nuovo e lì non mi sono allontanata”, ricorda Ana a Niusdiario.

Le difficoltà

La coppia ha provato a separarsi in due occasioni, ma aveva bisogno di stare insieme dopo tre o quattro giorni di distanza. “Stavamo facendo del male a noi stessi e non stavamo procurando dolore a nessuno”. Così, Daniel e Ana hanno cercato di accettare la loro peculiare situazione prima di renderla pubblica.

I figli

Problemi per i loro figli dall’unione? “Abbiamo fatto i test genetici. Risulta che né lui né io condividiamo alcuna malattia recessiva, che è il problema di avere figli con parenti. Se la gravidanza non fosse andata bene, avevamo altre opzioni”. Perché il suo profilo Instagram è pieno di foto dei figli? “Ho messo le immagini sui miei account perché ci dicono che hanno sicuramente qualche sindrome, quando sono perfettamente sani e belli”, dice Ana.

Cosa prevede la legge

La procedura che vogliono eseguire non è così facile, poiché il codice civile spagnolo non consente il matrimonio tra parenti diretti, né consente di avere figli (sebbene non consideri l’incesto un reato). Ciò comporta, però, che Daniel non è legalmente registrato come il padre dei suoi figli. Ma appare, dunque, come uno zio. “In Svezia, per esempio, ci farebbero sposare. Abbiamo parlato con un avvocato e ci dicono che non sarebbe così difficile, ma ci vuole molto tempo e denaro”. La storia d’amore tra Daniel e Ana è iniziata quando la giovane donna ha scoperto che suo padre aveva avuto un figlio con un’altra donna che non era sua madre.


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