Draghi: Stop al Reddito di Cittadinanza per chi non firma “la dichiarazione di immediata disponibilità d’impiego”: soldi solo a chi lavora


Che tasto dolente il Reddito di Cittadinanza: la buona notizia è che non verrà abolito come si temeva, la cattiva notizia è che verrà cambiato entro la fine dell’anno; esso verrà erogato solo in favore di chi accetterà di lavorare nell’immediato, acconsentendo a qualsiasi proposta d’impiego  fatta al detentore dell’assegno.

Proprio in queste ore Draghi e i suoi ministri stanno elaborando il piano che apporterà le modifiche nella legge di Bilancio. Si va verso un taglio dell’assegno se si rifiuta un’offerta di lavoro, inoltre bisognerà firmare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro prima che venga approvata la domanda.

Secondo le indiscrezioni, il testo dovrebbe arrivare al centro del tavolo del Consiglio dei ministri giovedì, ma di nodi da sciogliere ce ne sono ancora diversi.

La novità del RDC: se non lavori, niente soldi

Tra le novità ci dovrebbe essere l’inserimento obbligatorio di un certificato di residenza recente al momento della domanda. Ma cosa succede a chi rifiuta un’offerta di lavoro?

Per chiedere e percepire il reddito di cittadinanza bisognerà firmare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, sia del richiedente che dei suoi familiari, altrimenti la domanda non verrà neanche considerata. Poi c’è il capitolo offerte di lavoro rifiutate: ad oggi si perde il sostegno dopo aver declinato tre proposte ritenute congrue. Il governo sta pensando se e di quanto ridurre queste tempistiche, anche perché spesso queste tre offerte non arrivano neanche a destinazione. Quindi la novità consiste nella riduzione dell’assegno: si va verso un taglio dell’importo già dal primo rifiuto di un’offerta di lavoro, per poi diminuire sempre più al secondo rifiuto ed annullare del tutto il sussidio al terzo rifiuto. In questo modo, tra l’altro, il governo punta a risparmiare quasi un miliardo.


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