Ci sono dieci nuovi focolai di Covid in Italia: dove sono e cosa dicono gli esperti


Il Coronavirus è ancora tra noi e ciò lo dimostra la presenza di 10 focolai in Italia. Gli esperti non sono preoccupati, perchè pensano che si possa tenere sotto controllo la situazione ma, il dott. Pregliasco, avverte: “Se facciamo fronte a queste situazioni, in modo tempestivo, posso dirmi ottimista: eviteremo la seconda ondata in autunno”.

Diversa la posizione del prof. Galli, molto più preoccupato: “i nuovi focolai di Coronavirus scoppiati sono la riprova del fatto che la circolazione del virus è ancora presente, come molti di noi hanno sostenuto da tempo. Siamo ancora nella necessità di contenere il fenomeno con tutta l’attenzione che merita. Potrebbe esserci una ripresa autunnale ma non necessariamente con una seconda ondata”.

Il virus – ha sottolineato Gallisi sta rendendo capace di serpeggiare dall’emisfero settentrionale a quello meridionale e viceversa, questo potrebbe essere il motivo della ripresa autunnale ma non necessariamente con una seconda ondata e con le conseguenze della Spagnola, non siamo più nel 1918″.

Occhi puntati in quel periodo soprattutto sulla scuola che riaprirà dopo la chiusura dei mesi scorsi proprio il prossimo settembre. “Non sarà facile far sì che ragazzi e soprattutto bambini riescano a portare le mascherine per tutto il periodo in cui saranno a scuola – ha detto ancora l’infettivologo milanese -. Il distanziamento sarà difficile da praticare: c’è il momento in cui i ragazzi arrivano, escono, fanno ricreazione. Un distanziamento reale è improbabile. Il mio slogan è un suggerimento: più test e meno plexiglas, più test e meno misure di distanziamento che non possono essere rispettate. Non solo nelle scuole, ma anche nelle aziende e in tutte le situazioni in cui c’è una frequentazione di massa”,

Ci sono dieci nuovi focolai di Covid in Italia: ecco dove…

Non solo Mondragone. Il coronavirus ha ricominciato a guadagnare terreno in alcune zone d’Italia con focolai di dimensioni variabili: alcuni molto piccoli, altri un po’ più preoccupanti. «I piccoli focolai segnalati nelle ultime ore ci dicono che la battaglia non è ancora vinta e che serve gradualità e prudenza nelle prossime settimane» ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza.

Come ha spiegato il direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità Ranieri Guerra ad Agorà, l’importante è «identificare e circoscrivere immediatamente le aree. È inevitabile ci siano focolai in giro per l’Italia e per l’Europa».

«Non bisogna avere paura ma essere prudenti, oggi siamo in grado di governare i nuovi focolai con molta più fermezza e anche con un margine di successo. Anche le persone cosiddette debolmente positive dovrebbero restare in quarantena» ha aggiunto la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, intervenendo a L’aria che tira, su La7.

Ecco la mappa dei focolai

Mondragone (Caserta): 49 positivi, l’aerea è zona rossa da lunedì mattina.

Bologna: 64 positivi tra operai, e loro familiari, dell’azienda di consegne Brt. L’azienda è rimasta attiva.

Roma: nei dati diffusi ieri, giovedì 25 giugno, non c’era alcun nuovo caso al San Raffaele Pisana.

-In un istituto religioso sono emersi 4 nuovi positivi.

Palmi (Reggio Calabria): 8 positivi e zona rossa istituita nei quartieri Pietrenere-Tonnara-Scinà.

-Montecchio (Reggio Emilia): 7 positivi in due famiglie.

Bolzano: 11 positivi in un focolaio familiare.

Como: 7 positivi in una casa d’accoglienza.

-Province di Prato e Pistoia: 19 positivi.

Porto Empedocle (Agrigento): 28 migranti postivi dalla nave Sea Watch.

Alessandria: 13 positivi in una casa di riposo.


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