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Gli Endocrinologi avvertono: “Tumori alla Tiroide in aumento, ecco cosa c’è dietro e chi rischia di più”


Negli ultimi anni si è osservato un preoccupante incremento dei casi di tumore alla tiroide, una tendenza che ha suscitato l’attenzione della comunità scientifica e della sanità pubblica. Secondo il professor Alfredo Pontecorvi, noto endocrinologo e direttore dell’Unità di Endocrinologia del Policlinico Gemelli di Roma, l’aumento delle diagnosi non è attribuibile esclusivamente a un reale incremento dei tumori, ma anche alla migliorata capacità di rilevazione precoce grazie a strumenti diagnostici sempre più sofisticati, come ecografie ad alta risoluzione e biopsie mirate.

Tuttavia, ridurre il fenomeno soltanto a una questione di tecnologia sarebbe fuorviante. Infatti, il professor Pontecorvi sottolinea come fattori ambientali, genetici e ormonali abbiano un ruolo determinante nell’aumento dell’incidenza. In particolare, l’esposizione a radiazioni ionizzanti, l’inquinamento atmosferico e la presenza di interferenti endocrini (sostanze chimiche che alterano il sistema ormonale e si trovano in alcuni pesticidi, plastificanti e cosmetici) possono contribuire allo sviluppo di noduli tiroidei potenzialmente maligni.

Anche la predisposizione genetica è un aspetto da non trascurare: chi ha una familiarità con disturbi tiroidei o ha parenti colpiti da carcinoma tiroideo dovrebbe sottoporsi a controlli regolari, soprattutto se sono presenti noduli sospetti o alterazioni nei valori degli ormoni tiroidei. La componente ormonale, invece, sembra avere una certa influenza soprattutto nelle donne, le quali risultano più colpite rispetto agli uomini. Questo potrebbe essere legato alle fluttuazioni ormonali legate al ciclo mestruale, alla gravidanza e alla menopausa, che rendono la tiroide più vulnerabile.

Un altro dato interessante è che oggi si riscontrano con maggiore frequenza forme molto piccole e localizzate di tumore alla tiroide, spesso scoperte incidentalmente durante esami eseguiti per altre ragioni. Questo fenomeno, definito overdiagnosis, se da un lato permette un trattamento tempestivo, dall’altro solleva dubbi sull’effettiva necessità di intervento chirurgico in tutti i casi, soprattutto quando si tratta di tumori a crescita molto lenta e poco aggressivi.

In ogni caso, il consiglio degli esperti è quello di non sottovalutare alcun sintomo sospetto: un rigonfiamento del collo, difficoltà nella deglutizione, raucedine persistente o alterazioni della voce devono spingere a una valutazione endocrinologica approfondita. La prevenzione e il monitoraggio costante, uniti a uno stile di vita sano e a un’attenzione particolare all’ambiente, sono strumenti chiave per contrastare questa crescente emergenza sanitaria.

Le patologie tiroidee sono molto diffuse, in particolare tra le donne,” spiega il professore. “Si stima che tra il 6 e l’8% delle donne in età fertile soffra di ipotiroidismo, e la percentuale sale fino al 15% dopo i 65 anni. Anche i noduli tiroidei sono frequenti, e non sempre benigni.”

Perché i tumori alla tiroide sono in aumento?

Gli specialisti sottolineano che uno dei motivi principali è l’uso sempre più diffuso dell’ecografia al collo, che consente di individuare anche noduli molto piccoli, spesso asintomatici. Tuttavia, non è solo una questione di diagnosi precoce: l’inquinamento ambientale, la carenza o l’eccesso di iodio nella dieta, e l’esposizione a radiazioni sono fattori che possono contribuire allo sviluppo di alterazioni tiroidee.

Inoltre, squilibri ormonali, familiarità e alcune malattie autoimmuni possono aumentare il rischio. Le donne risultano essere le più colpite, con un rapporto di incidenza 3 a 1 rispetto agli uomini.

Chi è più a rischio?

Donne tra i 30 e i 60 anni, soprattutto se con precedenti familiari o patologie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto

-Persone esposte a radiazioni nella regione del collo o della testa, anche in giovane età

-Chi vive in aree con carenza iodica o fortemente inquinate

-Chi presenta noduli tiroidei già noti, che cambiano rapidamente aspetto o dimensioni

I sintomi da non sottovalutare

Molti tumori tiroidei sono asintomatici nelle fasi iniziali, ma ci sono alcuni segnali che è importante riconoscere:

-Presenza di noduli palpabili alla base del collo

-Sensazione di pressione o fastidio alla gola

-Difficoltà a deglutire o a respirare

-Variazioni della voce (raucedine persistente)

-Aumento di volume della ghiandola tiroidea (gozzo)

Diagnosi e trattamenti

La diagnosi avviene tramite ecografia, analisi del sangue (TSH, FT3, FT4), agoaspirato con esame citologico e, se necessario, scintigrafia tiroidea.

Il tumore alla tiroide, nella maggior parte dei casi, è di tipo differenziato (papillare o follicolare) e ha una prognosi favorevole se trattato precocemente. I trattamenti principali sono:

-Intervento chirurgico (tiroidectomia totale o parziale)

-Terapia con iodio radioattivo, se indicata

-Terapia ormonale sostitutiva per mantenere i livelli di TSH controllati

In alcuni casi selezionati, radioterapia o chemioterapia

Il messaggio degli endocrinologi

La prevenzione è fondamentale – ribadisce Pontecorvi – anche perché molti disturbi tiroidei possono essere silenti. Un semplice controllo può fare la differenza.”
I medici consigliano visite periodiche, esami del sangue e controlli ecografici, soprattutto se ci sono fattori di rischio evidenti.

In sintesi

I tumori tiroidei sono in crescita, ma nella maggior parte dei casi hanno un decorso favorevole

Diagnosi precoce e controlli regolari sono essenziali

È importante riconoscere i sintomi iniziali e rivolgersi a uno specialista in caso di dubbio

Uno stile di vita sano e l’apporto equilibrato di iodio nella dieta aiutano a mantenere la tiroide in buona salute