Salute

Tumore al pancreas, nasce Daraxonrasib, la pillola che raddoppia la sopravvivenza


Tumore al pancreas, la pillola daraxonrasib raddoppia la sopravvivenza: i medici parlano di svolta

Arriva una notizia che sta facendo sperare medici, ricercatori e pazienti: un nuovo farmaco orale, chiamato daraxonrasib, ha mostrato risultati molto importanti contro il tumore al pancreas metastatico.

Si tratta di una pillola da assumere ogni giorno che, secondo i dati presentati al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology, avrebbe quasi raddoppiato la sopravvivenza dei pazienti rispetto alla chemioterapia standard.

La notizia è stata accolta con grande emozione dalla comunità scientifica, perché il tumore al pancreas è tra le malattie oncologiche più aggressive e difficili da trattare. Spesso viene diagnosticato tardi e le possibilità terapeutiche, soprattutto nelle fasi avanzate, sono ancora limitate.

La professoressa Rachna Shroff, primario presso la Divisione di Ematologia e Oncologia del Cancer Center dell’Università dell’Arizona, ha raccontato di essersi commossa dopo aver letto per la prima volta i risultati dello studio. Ha spiegato che, dopo anni trascorsi a curare pazienti con cancro al pancreas, dati di questo tipo rappresentano qualcosa di rarissimo e profondamente significativo.

Durante la presentazione dei risultati, avvenuta all’ASCO 2026 a Chicago, gli specialisti presenti hanno accolto lo studio con una vera e propria standing ovation. Anche il professor Roberto Burioni ha commentato con entusiasmo la notizia, definendola una buona notizia straordinaria e sottolineando che risultati simili non si erano mai visti prima in questo contesto.

Il farmaco, secondo quanto riportato, potrebbe essere disponibile molto rapidamente negli Stati Uniti grazie all’approvazione della Food and Drug Administration. Per l’Europa e l’Italia, invece, bisognerà attendere gli eventuali passaggi presso EMA e AIFA, ma gli esperti ritengono possibile che, vista l’importanza dei risultati, il percorso possa procedere con grande attenzione.

È importante però chiarire subito un punto: non si parla ancora di una cura definitiva. Daraxonrasib non elimina la malattia, ma rappresenta un passo avanti molto importante perché consente ai pazienti di vivere più a lungo e, in molti casi, con un profilo di tollerabilità migliore rispetto alla chemioterapia tradizionale.

In una malattia così grave, guadagnare mesi preziosi può significare molto: più tempo con la propria famiglia, più possibilità di ricevere nuove cure, più speranza in un percorso che fino a oggi era spesso segnato da poche alternative.

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