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Donna non fumatrice scopre un tumore ai polmoni al 4°stadio: il dolore alla spalla sottovalutato dai medici


Un dolore alla spalla che nascondeva una diagnosi inattesa

Un semplice dolore alla spalla, inizialmente attribuito a una postura scorretta e alle fatiche della maternità, si è rivelato il segnale di una malattia oncologica avanzata. È la storia di Gina Harrison, donna non fumatrice, in buona salute e da poco diventata madre, alla quale è stato diagnosticato un carcinoma polmonare al quarto stadio solo dopo molti mesi di sintomi sottovalutati. Un caso che mette in luce quanto i segnali del cancro ai polmoni possano essere atipici, soprattutto in persone giovani e senza i classici fattori di rischio.

Il contesto: maternità, pandemia e sintomi sottovalutati

Quando Gini Harrison ha iniziato ad avvertire un dolore persistente alla spalla, nulla faceva pensare a una patologia grave. Era nel pieno del congedo di maternità, stava affrontando i cambiamenti fisici e psicologici legati alla nascita del figlio e, come molte neomamme, trascorreva molte ore con il bambino in braccio. Il periodo storico era quello della pandemia da Covid-19, durante il quale molte visite mediche venivano effettuate a distanza, limitando la possibilità di esami clinici approfonditi.

In questo contesto, il dolore è stato interpretato come un problema muscoloscheletrico, probabilmente causato da una postura errata durante l’allattamento o dalla mancanza di riposo. Una spiegazione plausibile, apparentemente rassicurante, che ha contribuito a ritardare ulteriori accertamenti.

Un sintomo che non passa e peggiora nel tempo

Con il passare dei mesi, però, il dolore alla spalla non solo non migliorava, ma diventava sempre più intenso e persistente. Gini ha raccontato che, nonostante le rassicurazioni ricevute, sentiva che qualcosa non andava. Le visite telefoniche, inevitabili durante l’emergenza sanitaria, non permettevano ai medici di valutare pienamente la gravità del sintomo.

Per circa dieci mesi, il disturbo è rimasto confinato a una diagnosi funzionale, senza che venissero richiesti esami di imaging o approfondimenti specialistici. Questo lungo intervallo ha rappresentato un fattore decisivo nel ritardo diagnostico.

La svolta: gli esami e la scoperta del tumore

La situazione è cambiata radicalmente nell’ottobre 2021, quando Gini ha finalmente effettuato una risonanza magnetica. L’esame ha rivelato un quadro del tutto inatteso: la presenza di un tumore nel polmone destro e di una lesione alla scapola, responsabile del dolore persistente alla spalla.

Per Gini, professoressa di Psicologia all’Open University nel Regno Unito, la scoperta è stata uno shock profondo. La diagnosi è arrivata poco prima di Natale ed è stata confermata come carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) al quarto stadio. Una notizia difficile da accettare, soprattutto perché non fumatrice e priva dei sintomi respiratori più comuni, come tosse cronica o affanno.

Una diagnosi rara nei non fumatori: la mutazione dell’EGFR

Gli approfondimenti successivi hanno portato all’identificazione di una rara mutazione genetica nell’esone 20 del gene EGFR. Questa alterazione è nota per favorire una crescita cellulare incontrollata ed è più frequentemente riscontrata in persone che non hanno mai fumato.

La mutazione dell’esone 20 dell’EGFR rende spesso il tumore più aggressivo e meno responsivo ai trattamenti standard di prima linea. Proprio per questo motivo, il caso di Gini è stato seguito con particolare attenzione anche da organizzazioni come la Roy Castle Lung Cancer Foundation, impegnata da anni nella sensibilizzazione sulle diagnosi tardive di tumore polmonare nei non fumatori.

Il percorso terapeutico complesso

A seguito della diagnosi, Gini è stata presa in carico dal Guy’s and St Thomas’ Hospital di Londra, dove è stato definito un piano terapeutico articolato e intensivo. Il trattamento ha previsto inizialmente quattro cicli di chemioterapia e trentadue cicli di radioterapia.

Successivamente, la metastasi alla spalla è stata trattata con radioterapia ablativa stereotassica (SABR), una tecnica mirata ad alta precisione. Un percorso lungo, fisicamente e psicologicamente impegnativo, affrontato mentre Gini era ancora immersa nelle responsabilità della maternità.

La situazione attuale e il monitoraggio continuo

Oggi, a 41 anni, Gini non presenta segni di malattia misurabile nelle scansioni di controllo. Tuttavia, i medici ritengono che alcune cellule tumorali possano essere ancora presenti a livello microscopico, rendendo indispensabile un monitoraggio costante.

La paziente continua a sottoporsi a controlli periodici, consapevole che la stabilità attuale è il risultato di un equilibrio delicato. Il suo caso rappresenta un esempio concreto di come le terapie moderne possano offrire risultati significativi anche in presenza di diagnosi avanzate.

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