Visita medica, se il CUP non ha disponibilità puoi far valere questo importante diritto
COSA SUCCEDE SE IL SERVIZIO PUBBLICO NON RIESCE A RISPETTARE I TEMPI
Il punto decisivo è questo: bisogna distinguere tra il caso in cui sei tu a rifiutare una data disponibile e quello in cui è il sistema sanitario a non riuscire a garantire la prestazione entro i tempi previsti.
Se il CUP ti propone un appuntamento compatibile con la priorità della ricetta e tu lo rifiuti perché preferisci un altro ospedale, un altro medico o un altro giorno, potresti perdere la garanzia collegata a quei tempi.
Diverso è il caso in cui nessuna struttura disponibile riesca a rispettare il termine previsto.
In quella situazione, possono essere attivati percorsi alternativi di garanzia.
Le aziende sanitarie, infatti, possono dover ricorrere anche a:
attività libero-professionale intramuraria,
prestazioni aggiuntive,
strutture private accreditate con il Servizio sanitario.
In questi casi, quando la procedura viene attivata correttamente, il cittadino dovrebbe sostenere soltanto l’eventuale ticket previsto, e non l’intero costo di una visita privata.
Attenzione però: questo non significa che si possa scegliere autonomamente qualsiasi specialista privato, pagarlo e poi chiedere il rimborso alla ASL.
È necessario seguire il percorso indicato dall’azienda sanitaria competente.
Per questo, se la prestazione non viene garantita nei tempi, bisogna chiedere in modo esplicito come attivare la tutela prevista.
A seconda della Regione o della ASL, può essere necessario rivolgersi:
-al CUP,
-all’URP,
-all’ufficio liste d’attesa,
oppure a uno specifico servizio aziendale.
Le modalità non sono identiche in tutta Italia.
COSA FARE IN PRATICA
Prima di accettare un appuntamento molto lontano:
-controlla la classe di priorità riportata sulla ricetta;
-chiedi quale sia la prima disponibilità compatibile con quella priorità;
-se non esiste, chiedi espressamente l’attivazione del percorso di tutela;
-fatti indicare quale struttura può effettuare la prestazione nei tempi previsti.
La frase “non c’è posto”, quindi, non dovrebbe essere automaticamente considerata la fine della procedura.
Prima di rassegnarti ad aspettare mesi o di pagare una visita privata, verifica quali garanzie sono previste nella tua ASL.
Molti pazienti non sanno che la priorità indicata sulla ricetta non è un semplice dettaglio amministrativo: può essere proprio il punto da cui partire per ottenere la prestazione nei tempi corretti.
