Non hai versato contributi ma vuoi ottenere l’assegno pensionistico? richiedilo all’INPS! Importo da 460 a 780 euro al mese


Sono molti gli italiani che, arrivati alla soglia di anzianità, si rendono conto di non aver sufficienti anni di contributi per poter richiedere la pensione. Nel passato infatti, molti datori di lavoro rifiutavano di ingaggiare i propri operai in modo regolare e non versavano i contributi inps necessari per garantire a quello stesso lavoratore una pensione futura.

A questa categoria si aggiungono anche figli, mogli che non hanno mai lavorato perchè il “capo famiglia” provvedeva a garantire il necessario.

In realtà la pensione vera e propria senza contributi non esiste, ma l’Inps eroga prestazioni assistenziali a chi non ha mai lavorato se vengono rispettati determinati requisiti.

Quali sono i possibili beneficiari dell’assegno sociale che rilascia l’INPS? Qual è l’importo mensile di tale sussidio e quali requisiti si devono avere per ottenere il sussidio? Di seguito faremo un’analisi dettagliata dell’argomento.

Assegno sociale 2021

Chi ha sempre lavorato in nero, oppure coloro che non hanno avuto un impiego stabile e sono riusciti a mantenersi facendo qualche lavoretto, se la pensione non si può ottenere senza aver versato i contributi necessari, come faranno a mantenersi una volta che diventeranno anziani? Esistono dei trattamenti che l’INPS riconosce alle persone anziane che non hanno maturato abbastanza contributi per la pensione.

Si tratta di trattamenti che non si possono definire previdenziali – come appunto la pensione – ma assistenziali: uno di questi è l’assegno sociale, il contributo riconosciuto alle persone con almeno 67 anni (età per la pensione di vecchiaia ordinaria) che si trovano in uno stato di difficoltà economica.

La pensione sociale o assegno sociale è una prestazione economica, erogata a domanda, dedicata ai cittadini italiani e stranieri in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge. Dal 1° gennaio 1996, l’assegno sociale ha sostituito la pensione sociale, anche se in realtà si tratta dello stesso sussidio. La prestazione ha natura assistenziale ed è inesportabile; pertanto, non può essere riconosciuta se il titolare della prestazione risiede all’estero. Il beneficio economico non è reversibile ai familiari superstiti.

A chi è rivolto

L’assegno sociale è rivolto ai cittadini italiani, ai cittadini comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza, ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo e ai cittadini stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria. I beneficiari devono percepire un reddito al di sotto delle soglie stabilite annualmente dalla legge.

Decorrenza e durata

Il pagamento dell’assegno inizia dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Inoltre, il beneficio ha carattere provvisorio e la verifica del possesso dei requisiti socioeconomici e della effettiva residenza avviene annualmente.

Quanto spetta

L’importo dell’assegno per il 2021 è pari a 460,28 euro per 13 mensilità. Il limite di reddito è pari a 5.983,64 euro annui e 11.967,28 euro, se il soggetto è coniugato.

Hanno diritto all’assegno in misura ridotta i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno e i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l’ammontare annuo dell’assegno e il doppio dell’importo annuo dell’assegno.

L’assegno non è soggetto alle trattenute IRPEF.

Decadenza

L’assegno viene sospeso se il titolare soggiorna all’estero per più di 29 giorni. Dopo un anno dalla sospensione, la prestazione è revocata

Requisiti per ottenerla

Essendo la pensione sociale un trattamento assistenziale, esso viene erogato in ogni caso in cui vi sia una situazione di disagio economico del titolare della pensione e della sua famiglia.

Tale tipo di sostegno interessa in particolare quelle situazioni in cui si registri un reddito molto basso o sotto la soglia di povertà. Per quanto riguarda il limite di età, il richiedente deve aver compiuto almeno 67 anni al momento della richiesta, come per la pensione di vecchiaia.

Per quanto concerne i requisiti di reddito si pone una distinzione in base alla presenta di eventuale matrimonio. Nel caso in cui il richiedente risulti celibe/nubile, allora il limite di reddito, per poter richiedere il sussidio corrisponde a 5.983,64 euro. Laddove sia presente anche il coniuge, allora il limite di reddito complessivo non deve superare gli 11.967,28 euro per il 2021. Un aspetto importante da mettere in evidenza è che non tutti i redditi concorrono alla formazione di quello complessivo.

Quali redditi fanno perdere il diritto all’assegno e quali no?

Per l’ottenimento del beneficio, esistono dei redditi che sono rilevabili e che riguardano principalmente quelli assoggettabili ai fini IRPEF. Questo vale tanto per i redditi personali che per quelli del coniuge. A tale computo si aggiungono anche i redditi esenti da imposta o le rendite INAIL e l’assegno sociale di cui è eventuale titolare il coniuge.

I redditi che invece non si considerano per il diritto all’agevolazione sono i seguenti: il proprio assegno sociale; la casa di proprietà in cui si vive; le competenze arretrate e soggette a tassazione separata; il TFR, TFS o altri anticipi; l’indennità di accompagnamento istituita dalla Legge n. 18/1980 o quella per assistenza continuativa INAIL agli invalidi assoluti; le indennità di comunicazione ed alcuni assegni agli ex combattenti. Tutte le altre forme di reddito, invece, rientrano nel computo.

La pensione cittadinanza

Se hai versato pochi anni di contributi e ricevi una pensione bassissima, puoi chiedere l’integrazione dell’importo tramite la pensione di Cittadinanza.

La pensione di cittadinanza, introdotta con Decreto legge numero 4 del 28 gennaio 2019, è una misura di contrasto alla povertà attraverso l’erogazione di un sussidio mensile, di importo variabile in base alle condizioni economiche ed al numero dei componenti il nucleo familiare.

Se i componenti del nucleo familiare abbiano età pari o superiore a 67 anni, oppure se nel nucleo familiare sono presenti anche persone di età inferiore a 67 anni in condizione di disabilità grave o non autosufficienza, si può richiedere la Pensione di Cittadinanza (PdC).

La Pensione di Cittadinanza 2021 è, pertanto, un sostegno economico, erogato dallo Stato in favore dei pensionati a basso reddito. Per beneficiare della pensione di cittadinanza è necessario essere in possesso di determinati requisiti ISEE, di residenza e di età. Se in possesso dei requisiti, infatti, l’assegno pensionistico viene integrato fino ad un massimo di 780 euro.

La pensione di cittadinanza, spetta a quei nuclei familiari con un ISEE inferiore ai 9.360,00€ (stessa soglia prevista per il reddito di cittadinanza) e un reddito familiare inferiore a 7.560,00€ (elevato a 9.360,00€ qualora il nucleo familiare risieda in abitazione in affitto).

Prendiamo come esempio un pensionato solo con reddito di 5.000€: per questo è prevista un’integrazione annua di 2.256€, pari a 188,00€ mensili erogati sulla carta RdC. Nel caso in cui il pensionato vivesse in affitto ci sarebbe un’ulteriore integrazione, pari al costo del canone di locazione per un massimo di 150,00€ mensili.


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