Diritti e doveri

La beffa della pensione di reversibilità: ecco chi perderà il 50% dell’importo


Pensione di reversibilità 2025: regole, importi e novità

La pensione di reversibilità continua a rappresentare, anche nel 2026, una delle forme più importanti di tutela sociale previste dal sistema previdenziale italiano. Si tratta di una prestazione economica che l’INPS eroga ai superstiti di un pensionato deceduto o di un assicurato già titolare di pensione diretta. L’obiettivo principale è quello di garantire continuità reddituale a chi, con la perdita del coniuge o del familiare, rischierebbe di trovarsi senza mezzi di sostentamento.

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità

Secondo la normativa vigente, i beneficiari principali sono:

  • Il coniuge superstite (anche separato, purché non risposato).
  • I figli minorenni, studenti o inabili al lavoro e a carico del genitore defunto.
  • In assenza di coniuge e figli, possono averne diritto altri familiari conviventi e a carico, come fratelli e sorelle inabili o genitori ultra 65enni privi di reddito.

La platea resta quindi ampia, ma nella maggior parte dei casi i destinatari sono donne anziane, che in passato hanno dedicato la loro vita alla famiglia senza costruire una carriera contributiva autonoma.

Quanto spetta nel 2026

L’importo della pensione di reversibilità non corrisponde mai al 100% della pensione del defunto (salvo casi specifici), ma a una quota percentuale stabilita dalla legge.
Le percentuali riconosciute nel 2025 sono:

  • 60% al coniuge superstite senza figli.
  • 80% al coniuge con un figlio a carico.
  • 100% al coniuge con due o più figli a carico.

È bene ricordare che la somma spettante non può superare il 100% della pensione originaria.

Le riduzioni in base al reddito

Uno degli aspetti più discussi resta quello delle riduzioni in caso di redditi ulteriori del superstite.
Per il 2025, le soglie IRPEF aggiornate dall’INPS sono:

  • Fino a 22.728,24 € annui → nessuna riduzione.
  • Tra 22.728,24 € e 30.304,32 € annui → riduzione del 25%.
  • Tra 30.304,32 € e 37.880,40 € annui → riduzione del 40%.
  • Oltre 37.880,40 € annui → riduzione del 50%.

Queste cifre sono calcolate in rapporto al trattamento minimo INPS 2025, che ammonta a 7.576,08 € annui (pari a circa 582 € mensili).

⚠️ Importante: non rientrano nel calcolo dei redditi i trattamenti di fine rapporto (TFR), la casa di abitazione, gli assegni familiari e le indennità di accompagnamento.

Un esempio pratico

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