<h2><span style="color: #000000;"><strong>L’aumento dei casi e un campanello d’allarme che non va ignorato</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Negli ultimi mesi il <strong>fuoco di Sant’Antonio</strong> è tornato al centro dell’attenzione medica. I numeri parlano di un incremento costante dei casi, segnalato in più regioni italiane e confermato direttamente dai medici di medicina generale. Un fenomeno che, secondo gli esperti, non può essere liquidato come una semplice oscillazione stagionale.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-29381" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2026/02/herpes-zoster-occhi.png" alt="" width="1536" height="1024" /></p>
<p><span style="color: #000000;">«Dall’estate del 2024 stiamo osservando un aumento evidente dei casi», spiega il virologo <strong>Fabrizio Pregliasco</strong>, sottolineando come in alcune aree, come la Liguria, si sia registrato un vero e proprio boom. Anche nel Lazio la tendenza è in crescita. A confermarlo è <strong>Antonio Magi</strong>, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, che riporta le segnalazioni ricevute dai colleghi sul territorio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il fuoco di Sant’Antonio, noto anche come <strong>herpes zoster</strong>, è una malattia che colpisce soprattutto le persone adulte e anziane, ma non risparmia i soggetti più giovani, in particolare quando il sistema immunitario è indebolito. Stress prolungato, patologie croniche, terapie immunosoppressive o semplicemente l’invecchiamento dell’organismo possono favorire la sua comparsa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ciò che rende questa patologia particolarmente insidiosa è il fatto che <strong>non si tratti di un’infezione nuova</strong>, ma della riattivazione del virus della varicella, rimasto silente nell’organismo anche per decenni. Molti pazienti, infatti, non ricordano nemmeno di aver avuto la varicella da bambini, eppure il virus può “risvegliarsi” all’improvviso.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-29382" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2026/02/herpes-zoster.jpg" alt="" width="1000" height="667" /></p>
<p><span style="color: #000000;">In genere il primo segnale è un dolore anomalo, profondo, spesso localizzato, che precede di alcuni giorni la comparsa delle tipiche vescicole sulla pelle. Un dolore che può essere intenso fin dall’inizio e che, in alcuni casi, anticipa forme più complesse e pericolose della malattia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">ð <span style="color: #0000ff;"><strong>Ma è quando il fuoco di Sant’Antonio colpisce il viso che il quadro cambia radicalmente: nella prossima pagina spieghiamo perché gli occhi possono essere seriamente a rischio e cosa bisogna fare senza perdere tempo.</strong></span></span></p>
<a class="maxbutton-4 maxbutton maxbutton-successiva" href="https://www.social-magazine.it/fuoco-di-s-antonio-aumentano-i-casi-lallarme-dei-medici-attenzione-puo-costarvi-la-vista/2"><span class='mb-text'>CONTINUA A LEGGERE >;>;</span></a>
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<h2><span style="color: #000000;"><strong>Perché il fuoco di Sant’Antonio può diventare pericoloso per gli occhi</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Quando il fuoco di Sant’Antonio interessa il <strong>viso</strong>, e in particolare la fronte, il naso o l’area attorno all’occhio, la situazione diventa delicata. In questi casi il virus può coinvolgere il <strong>nervo trigemino</strong>, uno dei principali nervi del volto, che ha un ramo diretto collegato all’occhio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">È questa la condizione che i medici definiscono <strong>herpes zoster oftalmico</strong>, una delle forme più temute della malattia. Il problema non è solo cutaneo: il virus segue il percorso del nervo e può <strong>raggiungere le strutture oculari</strong>, causando danni anche gravi.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-29383" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2026/02/fuoco-s-antonio.jpg" alt="" width="1000" height="667" /></p>
<p><span style="color: #000000;">I rischi per la vista non sono teorici. Se l’infezione non viene trattata rapidamente, possono comparire <strong>infiammazione della cornea</strong>, <strong>ulcere</strong>, <strong>cheratiti</strong>, <strong>iriti</strong> e, nei casi più seri, una <strong>riduzione permanente della vista</strong> fino alla <strong>cecità</strong>. Un aspetto spesso sottovalutato è che le complicanze oculari possono manifestarsi anche <strong>quando le vescicole cutanee stanno già guarendo</strong>, dando un falso senso di sicurezza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il dolore associato a questa forma è particolarmente intenso. Il coinvolgimento del trigemino provoca una sofferenza che molti pazienti descrivono come insopportabile, continua, profonda. Non a caso alcuni medici riportano testimonianze estreme di persone che, per spiegare l’intensità del dolore, arrivano a dire di avere la sensazione di “volersi strappare l’occhio”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dal punto di vista terapeutico, la <strong>tempestività è fondamentale</strong>. Gli antivirali orali – come aciclovir, valaciclovir o famciclovir – devono essere assunti <strong>il prima possibile</strong>, idealmente entro le prime 72 ore dall’esordio dei sintomi. Questo riduce la durata della malattia e soprattutto il rischio di complicanze gravi. A questi si associano antidolorifici e un’attenta gestione delle lesioni cutanee per evitare sovrainfezioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il contagio non avviene per via respiratoria come la varicella, ma <strong>per contatto diretto con le vescicole</strong> nella fase attiva. Toccarle o romperle, soprattutto senza adeguata igiene, può trasmettere il virus a chi non è immune.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Proprio per prevenire le forme più severe, gli esperti ribadiscono l’importanza della <strong>vaccinazione</strong>. Il calendario nazionale prevede l’offerta attiva del vaccino contro l’herpes zoster a partire dai 65 anni, o dai 50 in presenza di comorbidità. Il vaccino ricombinante adiuvato, somministrato in due dosi, riduce in modo significativo il rischio di sviluppare la malattia e, soprattutto, le sue complicanze neurologiche e oculari.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il messaggio dei medici è chiaro: il fuoco di Sant’Antonio <strong>non va mai sottovalutato</strong>, e quando colpisce il viso o l’occhio richiede un intervento immediato. In questi casi, perdere tempo può fare la differenza tra una guarigione completa e conseguenze permanenti.</span></p>
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