CuriositàGossip

Don Giuseppe Fusari, prete influencer: “I miei tatuaggi dedicati a Dio. Vado in palestra per salute non per vanità”


Quasi 60mila follower su Instagram – 58.900 per l’esattezza – un nome utente che incuriosisce al primo sguardo, “art.priest2023”, e una biografia essenziale che racchiude tre identità: scrittore, storico dell’arte e prete. È così che si presenta online don Giuseppe Fusari, una figura che sfugge alle etichette tradizionali e che, proprio per questo, riesce a intercettare l’attenzione di un pubblico molto ampio, ben oltre i confini abituali del mondo ecclesiastico.

Don Fusari è innanzitutto un sacerdote, ordinato nel 1991, con alle spalle oltre trent’anni di ministero. Ma il suo modo di vivere e raccontare la fede lo rende, agli occhi di molti, un vero “sacerdote 2.0”. Non perché rinunci alla tradizione, bensì perché sceglie di dialogare con il presente, usando linguaggi, strumenti e canali capaci di parlare anche a chi si sente distante dalla Chiesa o ha smesso da tempo di frequentarla.

Il suo aspetto colpisce e spesso spiazza. Fisico scolpito, frutto di un allenamento costante, barba curata, tatuaggi visibili sulle braccia, uno stile che richiama più quello di un creativo contemporaneo che l’immaginario classico del clero. Eppure, come lui stesso ha più volte chiarito, non si tratta di provocazione né di esibizionismo. Andare in palestra, prendersi cura del proprio corpo, per don Fusari è un modo per preservare la salute fisica e mentale, per mantenere equilibrio e lucidità in un’esistenza fatta di studio, relazioni e responsabilità pastorali. Non a caso, quando qualcuno lo definisce “prete culturista”, lui risponde con semplicità: sono solo un prete che va in palestra.

Accanto alla dimensione spirituale, c’è un’altra colonna portante della sua vita: l’arte. Una passione nata presto e cresciuta all’interno delle chiese, tra affreschi, altari e immagini sacre, fino a diventare un vero e proprio lavoro. Don Fusari è storico dell’arte e docente di storia dell’arte italiana e di laboratorio di catalogazione e schedatura delle opere d’arte presso l’Università Cattolica di Brescia. Il suo curriculum accademico è solido e articolato: ha pubblicato decine di volumi e saggi, con una produzione che parte dal 1998 e attraversa oltre due decenni di ricerca.

Nel suo percorso ecclesiastico ha ricoperto incarichi di rilievo: è stato viceparroco a Sant’Eufemia, ha lavorato a lungo presso l’archivio diocesano, è stato conservatore del Museo diocesano di arte sacra e, dal 2008 al 2018, ne ha ricoperto il ruolo di rettore. Attualmente è presbitero collaboratore nella parrocchia della Volta, a Brescia, dove continua a coniugare attività pastorale, studio e divulgazione.

I social network rappresentano oggi uno degli strumenti principali attraverso cui don Fusari porta avanti la sua missione. Il suo profilo Instagram è costantemente aggiornato e racconta frammenti della sua quotidianità: l’arte, il Vangelo, la riflessione spirituale, l’allenamento, lo studio, i libri. I reel totalizzano migliaia di visualizzazioni, i post raccolgono migliaia di like e i commenti mostrano un dialogo continuo con persone di ogni età.

Accanto a Instagram, don Fusari è presente anche su YouTube, dove approfondisce soprattutto temi legati all’arte e alla spiritualità, e su TikTok, dimostrando una sorprendente capacità di adattare contenuti complessi a formati brevi e immediati. Nei suoi video, spesso, il commento al Vangelo si intreccia con la lettura di un’opera d’arte, perché – come ama ripetere – le immagini sanno parlare dove le parole non arrivano.

Il suo obiettivo non è costruire un personaggio, ma raggiungere chi ha perso la fede, chi non l’ha mai avuta o chi vive una ricerca silenziosa. È questo il filo rosso che attraversa la sua presenza online: usare la cultura, l’arte e la bellezza come ponti, non come barriere. Un modo diverso di essere sacerdote, che non rinnega nulla del passato ma prova a dare alla fede una voce comprensibile nel presente.

Nella pagina successiva la sua intervista inedita.

CONTINUA A LEGGERE >>

error: Contenuto protetto da Copyright