Salute

Tumore al pancreas, nasce Daraxonrasib, la pillola che raddoppia la sopravvivenza


Lo studio RASolute 302: cosa è emerso e perché daraxonrasib può cambiare la cura

I risultati arrivano dallo studio clinico di Fase 3 chiamato RASolute 302, guidato da scienziati del Dana-Farber Cancer Institute di Boston. La ricerca ha coinvolto circa 500 pazienti provenienti da Nord America, Europa e Asia.

I partecipanti avevano un’età media di 66 anni, erano per metà uomini e per metà donne, e tutti erano affetti da adenocarcinoma pancreatico metastatico, cioè la forma più comune di tumore al pancreas, responsabile di oltre il 90% dei casi diagnosticati.

Tutti i pazienti erano già stati sottoposti a una precedente terapia. Per questo motivo daraxonrasib è stato studiato come trattamento di seconda linea, cioè come cura somministrata dopo il fallimento o la progressione della malattia nonostante un primo trattamento.

Nel dettaglio, 248 pazienti hanno ricevuto daraxonrasib ogni giorno, mentre 252 pazienti sono stati trattati con chemioterapia standard. Il follow-up mediano è stato di 8,5 mesi.

I ricercatori hanno valutato diversi parametri: la sopravvivenza globale, la sopravvivenza libera da progressione della malattia, il tasso di risposta e la qualità della vita.

Il dato più importante riguarda la sopravvivenza globale mediana: nei pazienti trattati con daraxonrasib è stata di 13,2 mesi, contro i 6,7 mesi registrati nei pazienti trattati con chemioterapia. In pratica, il nuovo farmaco ha quasi raddoppiato la sopravvivenza rispetto al trattamento standard.

Anche sul fronte degli effetti collaterali i dati sono risultati favorevoli. Le reazioni avverse gravi, di grado 3 o superiore, si sono verificate nel 43,6% dei pazienti trattati con daraxonrasib, contro il 57,5% dei pazienti sottoposti a chemioterapia. Anche il tasso di abbandono del trattamento è stato più basso nel gruppo trattato con la nuova pillola.

Ma perché questo farmaco è così promettente? Daraxonrasib agisce sulla via di segnalazione RAS ed è in grado di colpire il gene KRAS mutato, presente in oltre il 90% dei pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico. Questa mutazione favorisce la crescita e la diffusione delle cellule tumorali, ed è da tempo considerata uno dei bersagli più importanti nella lotta contro il tumore al pancreas.

La professoressa Shroff ha spiegato che lo studio dimostra quanto sia fondamentale colpire la via RAS nel trattamento del carcinoma pancreatico. Secondo la specialista, i risultati soddisfano tutti i criteri clinici più rilevanti: sopravvivenza globale, controllo della malattia, risposta al trattamento e qualità della vita.

Anche il professor Brian M. Wolpin, autore principale dello studio e ricercatore del Dana-Farber Cancer Institute, ha sottolineato che daraxonrasib ha raggiunto gli endpoint primari e secondari chiave, con miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti. Per questo, secondo gli esperti, il farmaco potrebbe diventare un nuovo standard di cura per i pazienti con carcinoma pancreatico metastatico già trattati.

Resta comunque fondamentale non creare false illusioni: gli stessi ricercatori hanno precisato che non siamo davanti a una guarigione definitiva. Tuttavia, si tratta di un enorme passo avanti in una malattia in cui ogni progresso ha un valore altissimo.

La speranza è che questo risultato apra la strada anche ad altri farmaci simili. La via RAS, infatti, è coinvolta anche in altri tumori, come alcune forme di cancro al colon-retto e ai polmoni. Per questo sono già in corso sperimentazioni su molecole simili che potrebbero allargare le possibilità di trattamento anche ad altre patologie oncologiche.

La ricerca sul tumore al pancreas sta mostrando segnali sempre più importanti: oltre a daraxonrasib, sono allo studio anche strategie innovative come i vaccini a mRNA sperimentali, che in alcuni pazienti hanno dato risultati promettenti a lungo termine.

Il messaggio, quindi, è chiaro: non siamo ancora alla sconfitta del tumore al pancreas, ma la scienza sta compiendo passi che fino a pochi anni fa sembravano difficili da immaginare.


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