Diritti e doveriSalute

Se hai queste patologie, non potrai più viaggiare in aereo: la n. 5 sarà una brutta sorpresa


Novità: Se preferisci, puoi ascoltare l’articolo nella sua versione audio, disponibile a fine pagina

Volare è diventato una parte integrante della vita moderna, ma non sempre rappresenta una scelta sicura per tutti. Anche quando una patologia è sotto controllo, il viaggio in aereo può comportare rischi reali per la salute. Le condizioni presenti in cabina, infatti, possono aggravare disturbi preesistenti o favorire l’insorgenza di complicazioni improvvise. Conoscere quando è meglio rimandare o evitare un volo è fondamentale per tutelare la propria sicurezza e quella degli altri passeggeri.

Cosa accade al corpo umano durante un volo

Durante un viaggio aereo l’organismo è sottoposto a condizioni ambientali diverse da quelle abituali. La pressurizzazione della cabina equivale a un’altitudine compresa tra 2.000 e 2.500 metri, con una conseguente riduzione della pressione atmosferica e della disponibilità di ossigeno nel sangue. A ciò si aggiungono l’aria secca, la permanenza prolungata in posizione seduta e la limitata possibilità di muoversi.
Per una persona sana questi fattori sono generalmente ben tollerati, ma in presenza di alcune patologie possono diventare pericolosi.

Infarto e ictus: quando il volo è controindicato

Chi ha avuto un infarto recente o un ictus deve prestare particolare attenzione. In genere non è consigliato volare nelle prime due settimane dopo un infarto e nelle tre o quattro settimane successive a un ictus, a causa dell’elevato rischio di complicazioni cardiovascolari e neurologiche.
Prima di tornare a viaggiare è indispensabile ottenere il nulla osta del medico specialista, spesso accompagnato da una certificazione richiesta dalla compagnia aerea.

Interventi chirurgici recenti e rischi legati al viaggio aereo

Dopo un intervento chirurgico, soprattutto addominale, toracico o ortopedico, il corpo realizza ancora un delicato processo di guarigione. Volare troppo presto può aumentare il rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, in particolare nei voli di lunga durata.
Nella maggior parte dei casi si consiglia di evitare l’aereo per almeno 10–14 giorni, seguendo sempre le indicazioni del chirurgo.

Patologie respiratorie e ridotta ossigenazione

Le persone affette da BPCO, enfisema o fibrosi polmonare possono incontrare difficoltà respiratorie in volo. La riduzione dell’ossigeno disponibile in cabina può causare affanno, stanchezza marcata e cali della saturazione.
Chi necessita di ossigenoterapia deve informare la compagnia aerea con anticipo e richiedere l’autorizzazione per l’utilizzo di un concentratore di ossigeno portatile.

Infezioni contagiose e sicurezza sanitaria

Le malattie infettive trasmissibili, come la tubercolosi attiva, un’influenza severa o il COVID-19 in fase acuta, rappresentano una controindicazione temporanea al volo. In questi casi viaggiare è vietato fino alla completa guarigione, per tutelare sia il passeggero sia la salute pubblica.
Le compagnie aeree possono legittimamente rifiutare l’imbarco.

Anemia severa e rischio di malessere in quota

In presenza di anemia grave, la capacità del sangue di trasportare ossigeno è ridotta. In volo questo può provocare debolezza intensa, vertigini, affanno e, nei casi più seri, perdita di coscienza. È quindi essenziale una valutazione medica prima della partenza.

Otiti e sinusiti: attenzione alle variazioni di pressione

Chi soffre di otite o sinusite acuta può avvertire forti dolori durante decollo e atterraggio. Le variazioni di pressione possono causare barotraumi e, in alcuni casi, danni al timpano. In queste condizioni è consigliabile rimandare il volo fino alla completa guarigione.

Disturbi psichiatrici in fase acuta

Le patologie psichiatriche non stabilizzate, soprattutto se associate a stati di agitazione o comportamenti imprevedibili, possono rendere il volo non sicuro. In alcune situazioni il viaggio è consentito solo con certificazione medica o con accompagnamento.

Gravidanza e limitazioni al volo

La maggior parte delle compagnie aeree limita i voli oltre la 36ª settimana di gravidanza. In caso di gravidanza a rischio, il viaggio può essere sconsigliato anche prima. Dopo la 28ª settimana è spesso richiesto un certificato medico aggiornato.

Autorizzazione medica e modulo MEDIF

Chi soffre di malattie croniche o si trova in una condizione clinica delicata può volare solo previa compilazione del modulo MEDIF, redatto dal medico curante. Il personale di bordo può comunque negare l’imbarco se le condizioni di salute appaiono instabili.

Come volare in sicurezza con patologie controllate

Non tutte le malattie impediscono di viaggiare in aereo, ma è fondamentale consultare il medico prima della partenza, portare sempre i farmaci in cabina, richiedere assistenza se necessaria e preferire voli diretti o di breve durata.
Volare è sicuro per la maggior parte delle persone, ma la prevenzione inizia sempre a terra, con una valutazione clinica consapevole prima di salire a bordo.

Versione audio dell’articolo


error: Contenuto protetto da Copyright