<h2><span style="color: #000000;"><strong>Reflusso gastroesofageo: al Santa Croce di Moncalieri una nuova speranza per i pazienti</strong></span></h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-28624" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2025/10/intervento-reflusso.jpg" alt="" width="850" height="505" /></p>
<p><span style="color: #000000;">Un piccolo impianto, un’ora di intervento e la possibilità di dire addio ai farmaci e ai disturbi che per anni hanno compromesso la qualità della vita. È questa la promessa del nuovo <strong>dispositivo chirurgico antireflusso</strong> introdotto all’<strong>ospedale Santa Croce di Moncalieri</strong>, un’innovazione che sta già restituendo benessere a decine di pazienti affetti da <strong>malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE)</strong> refrattaria alle cure tradizionali.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Una malattia cronica che limita la vita</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">La <strong>malattia da reflusso gastroesofageo</strong> è una delle patologie croniche più diffuse nel mondo occidentale: si manifesta quando il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago, irritandone le pareti e causando <strong>bruciore, rigurgiti acidi, dolore toracico e difficoltà digestive</strong>. Oltre al disagio fisico, la MRGE può compromettere sonno, alimentazione e relazioni sociali, riducendo sensibilmente la qualità della vita.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Secondo i dati epidemiologici, il <strong>17% della popolazione europea</strong> soffre di questa condizione in forma cronica. Sebbene i farmaci antiacidi e le terapie comportamentali rappresentino il primo approccio terapeutico, molti pazienti non trovano beneficio duraturo, rendendo necessarie <strong>soluzioni chirurgiche personalizzate</strong>.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Il racconto di un paziente</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">«Non era solo un mal di stomaco, ma una sofferenza continua che condizionava ogni aspetto della mia vita – racconta <strong>Luca</strong> (nome di fantasia), paziente operato a Moncalieri –. Dopo anni di terapie inefficaci e un precedente intervento endoscopico non risolutivo, mi sono sottoposto al nuovo impianto. Oggi, a mesi dall’intervento, posso dire di aver ritrovato una vita normale: niente più sintomi, niente più farmaci, e una libertà che pensavo perduta».</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La sua testimonianza è solo una delle tante che arrivano dal reparto di <strong>Chirurgia dell’ospedale Santa Croce</strong>, dove l’innovazione tecnologica si unisce all’esperienza dei medici per offrire ai pazienti nuove opportunità di cura.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Dispositivi impiantabili: la nuova frontiera della chirurgia antireflusso</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Negli ultimi anni, la chirurgia del reflusso ha compiuto <strong>passi avanti significativi</strong> grazie alla ricerca sui <strong>dispositivi impiantabili</strong>. Questi strumenti sono progettati per <strong>rinforzare la barriera naturale</strong> tra stomaco ed esofago, riducendo gli episodi di reflusso senza compromettere la fisiologia digestiva.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Rispetto alle tecniche tradizionali, come la <strong>fundoplicatio</strong>, i nuovi impianti consentono una <strong>standardizzazione della procedura</strong> e una riduzione degli effetti collaterali tipici delle operazioni antireflusso: disfagia (difficoltà a deglutire), gonfiore addominale, incapacità di eruttare o vomitare.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Il dispositivo a microsfere: un successo pionieristico</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Già nel <strong>2022</strong>, l’équipe chirurgica di Moncalieri aveva introdotto un <strong>impianto ad anello di microsfere magnetiche</strong> per rinforzare lo sfintere esofageo inferiore. Si tratta di una soluzione <strong>mininvasiva e reversibile</strong>, capace di garantire ottimi risultati anche in pazienti complessi, come quelli che soffrono di <strong>reflusso post sleeve gastrectomy</strong>, condizione difficile da trattare con le tecniche tradizionali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tuttavia, non tutti i pazienti possono beneficiare di questo dispositivo. Chi soffre di <strong>disturbi della motilità esofagea</strong> deve essere selezionato con particolare attenzione, poiché un errato posizionamento o un uso improprio potrebbero provocare complicanze, tra cui la disfagia severa.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Il nuovo sistema in silicone: una soluzione per i casi complessi</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Per i pazienti esclusi dai trattamenti convenzionali, una <strong>nuova tecnologia svedese</strong> rappresenta oggi una svolta. Si tratta di un <strong>sistema in silicone</strong> sviluppato nel <strong>2018</strong>, che consente di <strong>ricostruire l’angolo di His</strong>, la giunzione naturale tra esofago e stomaco, tramite <strong>punti di sutura non riassorbibili</strong>. In questo modo si ripristina uno dei principali meccanismi di difesa contro il reflusso, con risultati clinici stabili nel tempo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’intervento, eseguito in <strong>laparoscopia</strong>, dura circa <strong>un’ora</strong> e permette al paziente di <strong>tornare alle normali attività già il giorno successivo</strong>. La procedura, oltre a essere poco invasiva, riduce drasticamente i tempi di degenza e di recupero.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>I risultati ottenuti a Moncalieri</strong></span></h3>
<a class="maxbutton-4 maxbutton maxbutton-successiva" href="https://www.social-magazine.it/reflusso-gastroesofageo-al-santa-croce-il-1intervento-che-spegne-bruciore-e-insonnia-per-sempre/2"><span class='mb-text'>CONTINUA A LEGGERE >;>;</span></a>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-28625" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2025/10/reflusso-gastroesofageo.jpg" alt="" width="850" height="566" /></p>
<p><span style="color: #000000;">«<em>Abbiamo iniziato a impiantare il dispositivo nel 2023 e oggi abbiamo superato i venti pazienti trattati con esiti estremamente positivi</em>» – spiega <strong>Gabriele Pozzo</strong>, direttore della <strong>Struttura complessa di Chirurgia di Moncalieri</strong> –. «<em>Il nostro ospedale è l’unico centro in Piemonte ad offrire questa procedura e riceve richieste da tutta Italia. L’obiettivo è fornire ai pazienti una <strong>cura personalizzata</strong>, conforme ai più <strong>alti standard europei</strong>»</em>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il reparto collabora costantemente con la <strong>European Foregut Society</strong>, gruppo internazionale di riferimento nella chirurgia funzionale dell’esofago e dello stomaco, condividendo <strong>esperienze, protocolli e strategie innovative</strong>.</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Innovazione e sanità pubblica</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">L’impegno dell’<strong>ASL TO5</strong>, di cui fa parte l’ospedale Santa Croce, si distingue per la capacità di <strong>coniugare tecnologia e accessibilità</strong>, garantendo ai cittadini cure d’avanguardia all’interno del sistema sanitario pubblico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">«La nostra missione è migliorare concretamente la qualità della vita delle persone – sottolinea il <strong>direttore generale Bruno Osella</strong> –. L’introduzione di questo nuovo sistema dimostra come la sanità pubblica possa essere protagonista dell’innovazione quando ci sono <strong>visione strategica, competenza e collaborazione scientifica internazionale</strong>».</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">I numeri del centro e il riconoscimento della Regione</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Il <strong>Centro di Chirurgia del Santa Croce</strong> esegue ogni anno <strong>oltre 100 interventi</strong> per il trattamento della MRGE, ponendosi tra i pochi in Italia a offrire <strong>tutte le opzioni terapeutiche oggi disponibili</strong>: dalle tecniche classiche ai dispositivi impiantabili di ultima generazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un modello di eccellenza riconosciuto anche dalle istituzioni. «Le <strong>eccellenze della sanità piemontese</strong> sono numerose, e il lavoro svolto a Moncalieri ne è un esempio – afferma <strong>Federico Riboldi</strong>, assessore alla Sanità della Regione Piemonte –. L’approccio adottato dall’ASL TO5 combina <strong>innovazione, professionalità e condivisione scientifica</strong>, dimostrando come la ricerca possa tradursi in beneficio reale per i cittadini».</span></p>
<h3><span style="color: #000000;"><strong>Una nuova prospettiva per i pazienti</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">L’esperienza del Santa Croce di Moncalieri segna una <strong>nuova era nella cura del reflusso gastroesofageo</strong>: interventi brevi, risultati duraturi, recuperi rapidi e un impatto minimo sulla quotidianità.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per chi, come Luca, ha vissuto anni di bruciore e insonnia, il ritorno a una vita normale rappresenta <strong>molto più di una guarigione clinica</strong>: è il simbolo di una medicina che evolve per restituire benessere e fiducia.</span><br />
<span style="color: #000000;">E con l’impegno costante dell’équipe di Moncalieri, il futuro dei pazienti affetti da MRGE appare finalmente più sereno.</span></p>
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