Esteri

Mamma annega i tre figli piccoli e confessa: “Volevo proteggerli dagli abusi del padre”

Usa: una vicenda molto singolare quella accaduta negli, quasi contradditoria. Una donna ha dichiarato di aver annegato i 3 figli piccoli per sottrarli all’abuso del padre. Proteggere i propri bambini uccidendoli? Di che tipo di madre stiamo parlando? Cerchiamo di comprendere nel dettaglio cosa è accaduto.

Liliana Carrillo, 30enne della California, è stata arrestata dopo aver annegato i piccoli Joanna, 3 anni, Terry, 2, e Sierra di appena sei mesi.

Era stata denunciata dal compagno, Erik Denton, che aveva ottenuto la custodia dei bambini. La donna lo accusava di abusare sessualmente dei piccoli. La donna soffriva di ansia, depressione e trauma post-partum.

Questa giovane mamma ha confessato il delitto mentre era in carcere, davanti ai microfoni di un’emittente televisiva (Kget-Tv). “Li ho uccisi. Sono pentita. Vorrei che fossero vivi, ma ho dovuto. Preferisco che non vengano torturati e maltrattati regolarmente per il resto della loro vita”. Da quanto riferisce la donna, il suo compagno abusava delle sue bambine pertanto le ha uccise per mettere fine a questo orrore.

La coppia, in conflitto da molto tempo, si era già presentata in tribunale per la custodia delle bimbe. Secondo la polizia, Joanna, Terry e Sierra sono stati trovati privi di coscienza sabato dalla nonna nel quartiere Reseda di Los Angeles, riferisce l’emittente WGN 9. Carillo è stato arrestata e durante un’interrogatorio ha ammesso di averli “annegati, non volevo che subissero ulteriori abusi. Preferisco che non vengano torturati regolarmente dal padre per il resto della loro vita.”

Le accuse rivolte alla donna

Il compagno si è sempre dichiarato innocente, affermando che la donna era in depressione post parto pertanto delirava e aveva attacchi di panico, oltre ad essere poco lucida. Sui social, la donna aveva scritto alcuni giorni prima: “Vorrei non avere mai avuto figli” e ha minacciato di uccidersi.

Secondo Denton “era convita di essere l’unica responsabile della pandemia Covid-19 e che la sua città natale, Porterville, fosse stata assediata da una rete di pedofili”.

Nell’interrogatorio, la 30enne ha ammesso di aver sofferto di depressione, ansia e il disturbo da stress post-traumatico per tutta la vita e ha cercato un terapista per la depressione post-partum, ma ha continuato a sostenere che era suo marito a rappresentare una minaccia per i bambini.

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