<p><img class="alignnone size-large wp-image-9805" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2020/09/lokijfsed-1024x695.jpg" alt="" width="800" height="543" /></p>
<p>Visto il momento di crisi, il Governo ha approvato un nuovo decreto che può dare la possibilità ai lavoratori di richiedere il TFR con anticipo.</p>
<p>Il TFR è il trattamento di fine rapporto, sigla TFR, detto anche liquidazione, è in Italia una porzione di retribuzione al lavoratore subordinato differita alla cessazione del rapporto di lavoro, effettuata da parte del datore di lavoro.</p>
<p>La ministra della Pubblica amministrazione, <strong>Fabiana Dadone</strong>, ha perciò annunciato: “<em>Ci siamo: è stato registrato oggi in Corte dei conti il nostro decreto ministeriale che assorbe e ratifica l’accordo quadro con l’Abi (Associazione delle banche italiane) per l’anticipo del Tfs/Tfr. A breve il testo sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale a scopo solamente conoscitivo, ma è già operativo e dunque la procedura giuridica è formalmente conclusa”.</em></p>
<p>Tra pochi giorni insomma, sarà disponibile la piattaforma per avviare le operazioni di richiesta di liquidazione dell&#8217;anticipo del Tfs e del Tfr. Sempre sul sito sarà anche possibile calcolare la decorrenza dei trattamenti. Nel suo post la ministra spiega inoltre nei dettagli che cosa dovrà fare chi è interessato ad accedere all&#8217;anticipo, specificando che il massimo erogabile è di 45 mila euro.</p>
<p>Vediamo di cosa si tratta.</p>
<p>Chi è interessato a ricevere l&#8217;anticipo &#8220;<em>innanzitutto deve richiedere all’ente erogatore del Tfs/Tfr (ad esempio l’Inps) la certificazione del diritto all’anticipazione</em>&#8220;, viene spiegato nel post.</p>
<p>In presenza dei requisiti richiesti, l&#8217;ente erogatore, entro 90 giorni dalla ricezione della domanda, rilascerà la certificazione del diritto e dell&#8217;ammontare complessivo. Chi ha richiesto e ottenuto la certificazione del diritto potrà poi presentare alla banca la domanda di anticipo. Dovrà allegare alcuni documenti. Anche questi sono specificati nel post della ministra, e sono: &#8220;<em>certificazione del diritto all’anticipo; proposta di contratto di anticipo predisposta dalla banca; numero di conto corrente intestato o cointestato per accreditare l’importo finanziato; la dichiarazione sullo stato di famiglia e, nel caso di separazione o divorzio, l’indicazione dell’eventuale importo dell’assegno previsto per l’ex coniuge&#8221;.</em></p>
<p>Sarà poi la banca a prendersi cura di esaminare le domande e concludere il contratto.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-9806" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2020/09/iStock-1071757792-5-1024x681.jpg" alt="" width="800" height="532" /></p>
<p>&#8220;<em>Abbiamo lavorato duramente per raggiungere questo risultato, abbiamo cercato di velocizzare al massimo gli infiniti passaggi e rimpalli burocratici che riguardavano sia il decreto attuativo sia l’accordo quadro. Ma finalmente ci siamo: ora siamo davvero all’ultimo metro prima di poter ridare ossigeno ai tanti pensionati che sono costretti ad attendere anche diversi anni prima di intascare la loro buonuscita e che aspettavano con ansia di poter utilizzare questo strumento&#8221;,</em> conclude la ministra.</p>
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