Coronavirus

La dottoressa in rianimazione: “Turni estenuanti, il pannolone in reparto lo usiamo anche noi perchè non possiamo recarci al bagno”

<p><img class&equals;"alignnone size-large wp-image-4848" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;social-magazine&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2020&sol;04&sol;iStock-1212602983-1024x683&period;jpg" alt&equals;"" width&equals;"800" height&equals;"534" &sol;><&sol;p>&NewLine;<p>In questo periodo di grande emergenza sanitaria&comma; medici&comma; infermieri e tutto il personale ausiliario sono diventati e veri guerrieri della nostra società&period; Si armano di tutta la forza che possiedono e tramite le loro conoscenze&comma; sorreggono e aiutano i malati che hanno bisogno di cure&period;<&sol;p>&NewLine;<p>Ogni giorno mettono a repentaglio la loro salute per proteggerci&period; Loro non sono immuni&comma; sono indifesi come noi&comma; non hanno vaccini o medicinali che possano curare loro piuttosto che noi&period;<&sol;p>&NewLine;<p><&excl;-- dislay adattabile --><br &sol;>&NewLine;<ins class&equals;"adsbygoogle" style&equals;"display&colon; block&semi;" data-ad-client&equals;"ca-pub-9912592667863374" data-ad-slot&equals;"5162105181" data-ad-format&equals;"auto" data-full-width-responsive&equals;"true"><&sol;ins><br &sol;>&NewLine;<script>&NewLine; &lpar;adsbygoogle &equals; window&period;adsbygoogle &vert;&vert; &lbrack;&rsqb;&rpar;&period;push&lpar;&lbrace;&rcub;&rpar;&semi;&NewLine;<&sol;script><br &sol;>&NewLine;Ciascuno di noi dovrebbe dedicare un messaggio di stima&comma; di orgoglio verso tutti coloro che lavorano nel campo sanitario&comma; che stanno combattendo in prima linea il diffondersi del coronavirus&period; Sono chiamati a fare turni infiniti&comma; strazianti&comma; e con la solita determinazione e professionalità danno il massimo&period;<&sol;p>&NewLine;<p>Arrivano testimonianze da ogni città italiana&comma; tutti accomunati dallo stesso stato di sofferenza e tutti con le stesse storie&period;<&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"alignnone size-large wp-image-4849" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;social-magazine&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2020&sol;04&sol;iStock-1214683020-1024x683&period;jpg" alt&equals;"" width&equals;"800" height&equals;"534" &sol;><&sol;p>&NewLine;<p><strong>Silvia Castelletti<&sol;strong> è un &&num;8220&semi;medico in trincea&&num;8221&semi; nella lotta al coronavirus all&&num;8217&semi;Auxologico di Milano&period;<&sol;p>&NewLine;<p>&&num;8220&semi;<em>In reparto non possiamo spogliarci&period; Le tute sono monouso e ne abbiamo poche&period; Tratteniamo fame&comma; sete e bisogno di andare in bagno&period; Ci parliamo con gli occhi&comma; scriviamo i nomi sulle tute&period; Fuori ci riconosciamo dalle cicatrici sul naso&period; Ma i pazienti non li lasciamo mai soli&period; E alla fine ci affezioniamo&&num;8221&semi;<&sol;em><br &sol;>&NewLine;Sono i protagonisti di questa lunga vicenda&comma; il Coronavirus&comma; che oltre a generare morti&comma; genera anche sofferenze&period;<&sol;p>&NewLine;<p><&excl;-- dislay adattabile --><br &sol;>&NewLine;<ins class&equals;"adsbygoogle" style&equals;"display&colon; block&semi;" data-ad-client&equals;"ca-pub-9912592667863374" data-ad-slot&equals;"5162105181" data-ad-format&equals;"auto" data-full-width-responsive&equals;"true"><&sol;ins><br &sol;>&NewLine;<script>&NewLine; &lpar;adsbygoogle &equals; window&period;adsbygoogle &vert;&vert; &lbrack;&rsqb;&rpar;&period;push&lpar;&lbrace;&rcub;&rpar;&semi;&NewLine;<&sol;script><br &sol;>&NewLine;&&num;8220&semi;<em>Finalmente la fine del turno arriva&period; Otto ore rese ancora più infinite da sete&comma; fame&comma; bisogno di andare in bagno&period; Farlo durante il lavoro vorrebbe dire togliersi l&&num;8217&semi;equipaggiamento protettivo&period; Troppo rischioso&period; E troppo costoso&period; Quell&&num;8217&semi;equipaggiamento è prezioso e svestirsi vorrebbe dire doverlo cambiare&comma; riducendo la quantità disponibile per i colleghi&period; Devi resistere e indossare un pannolone&comma; nella speranza di non doverlo usare&&num;8221&semi;&period;<&sol;em><&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"alignnone size-large wp-image-4850" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;social-magazine&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2020&sol;04&sol;iStock-1186936194-1-1024x638&period;jpg" alt&equals;"" width&equals;"800" height&equals;"498" &sol;><&sol;p>&NewLine;<p>Tante le testimonianze&comma; tante le storie&period; A parlare c&&num;8217&semi;è anche<strong> Claudia Gabiati<&sol;strong> ha 40 anni&comma; è <strong>gastroenterologa<&sol;strong>&comma; ha passato cinque anni in Pronto soccorso&comma; altri sei in corsia&comma; oggi lavora nella Covid Unit delll’ospedale Fatebenefratelli di Milano&period;<&sol;p>&NewLine;<p>Affida il suo racconto alle pagine di <em>Repubblica<&sol;em>&comma; dice che il Coronavirus «è velocissimo e cattivo»&comma; che le è capitato di dover «scegliere chi salvare»&comma; e ringrazia chi oggi plaude al suo lavoro&comma; quello di tanti altri medici e sanitari&comma; ma lancia un appello&colon; «Ricordatevi di noi anche in futuro»&period;<&sol;p>&NewLine;<p><&excl;-- dislay adattabile --><br &sol;>&NewLine;<ins class&equals;"adsbygoogle" style&equals;"display&colon; block&semi;" data-ad-client&equals;"ca-pub-9912592667863374" data-ad-slot&equals;"5162105181" data-ad-format&equals;"auto" data-full-width-responsive&equals;"true"><&sol;ins><br &sol;>&NewLine;<script>&NewLine; &lpar;adsbygoogle &equals; window&period;adsbygoogle &vert;&vert; &lbrack;&rsqb;&rpar;&period;push&lpar;&lbrace;&rcub;&rpar;&semi;&NewLine;<&sol;script><br &sol;>&NewLine;«<em>All’inizio avevo paura<&sol;em> – dice il medico – <em>Ora no&period; Ti abitui alle regole di un ospedale in guerra&comma; ti abitui al terremoto&comma; a prendere una decisione al minuto»&period; Tra cui quella più difficile&colon; «Chi puoi salvare e chi no&period; Io l’ho fatto e devo conviverci ogni notte<&sol;em>»&period; «<em>Marzo è stato il mese peggiore della mia vita&comma; lottavamo contro l’invisibile&period; I letti in terapia intensiva non bastavano mai&period; E così capitava che dovendo scegliere tra un paziente 70enne&comma; pieno di complicanze&comma; e un altro che poteva farcela&comma; sceglievi di intubare il secondo&comma; lasciando andare il primo<&sol;em>»&period;<&sol;p>&NewLine;<p>Da due mesi&comma; Claudia Gabiati lavora 15 ore al giorno&comma; <em>«durante il turno non mangi&comma; non bevi&comma; parli a gesti&comma; se devi andare in bagno perdi mezz’ora a svestirti&comma; quindi non ci vai»<&sol;em>&period; E quando torna a casa mantiene la distanza dal marito&comma; dormono in letti separati&comma; mangiano a un metro&period;<&sol;p>&NewLine;<div id&equals;'taboola-below-article-thumbnails'><&sol;div><script type&equals;'text&sol;javascript'>window&period;&lowbar;taboola &equals; window&period;&lowbar;taboola &vert;&vert; &lbrack;&rsqb;&semi;&NewLine;&lowbar;taboola&period;push&lpar;&lbrace;mode&colon;'alternating-thumbnails-a'&comma; container&colon;'taboola-below-article-thumbnails'&comma; placement&colon;'below-article'&comma; target&lowbar;type&colon; 'mix'&rcub;&rpar;&semi;<&sol;script>