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“Il cancro è scomparso”. Malato terminale guarisce dal tumore, il risultato dopo una nuova cura di 30 giorni


Paulo Peregrino e la speranza della terapia CAR-T

Per anni Paulo Peregrino, un uomo di 61 anni originario del Brasile, ha vissuto con il peso di una diagnosi che sembrava non lasciare scampo. Dopo aver affrontato un tumore alla prostata nel 2010, dieci anni più tardi si è trovato di fronte a una nuova e terribile sfida: un linfoma non Hodgkin, una forma aggressiva di cancro che colpisce il sistema linfatico. La sua battaglia contro la malattia è stata lunga e dolorosa: 45 cicli di chemioterapia distribuiti nell’arco di cinque anni, un trapianto di midollo osseo e numerosi ricoveri. Nonostante tutti questi sforzi, le terapie tradizionali non riuscivano più a contenere la progressione del tumore. I medici gli avevano detto chiaramente che non c’erano più possibilità di miglioramento con i trattamenti convenzionali.

Eppure, nell’aprile scorso, la sua storia ha preso una svolta inattesa. Paulo è stato selezionato per ricevere una cura innovativa presso l’Hospital das Clínicas della Facoltà di Medicina dell’Università di San Paolo (USP). Si tratta della terapia cellulare CAR-T, una delle frontiere più avanzate della ricerca oncologica. Domenica, dopo mesi di attesa e di speranza, è stato dimesso dall’ospedale con una notizia che ha sorpreso tutti: il tumore era completamente scomparso. La notizia è stata diffusa da Radioagência Nacional e ha suscitato grande interesse in tutto il Paese.

Che cos’è la terapia CAR-T

La terapia CAR-T rappresenta una vera rivoluzione nel campo della medicina. Il suo principio di funzionamento è tanto complesso quanto affascinante. Tutto parte dalle cellule immunitarie del paziente, in particolare dai linfociti T, che normalmente hanno il compito di difendere l’organismo da infezioni e patogeni. Queste cellule vengono prelevate dal sangue del malato e sottoposte a un processo di ingegneria genetica.

In laboratorio, i linfociti T vengono “riprogrammati” per riconoscere e attaccare in modo mirato le cellule tumorali. Una volta modificate, le cellule vengono moltiplicate e reinfuse nel corpo del paziente. È come se il sistema immunitario ricevesse un nuovo esercito, addestrato specificamente per combattere il cancro. L’intero procedimento può richiedere fino a due mesi, ma i risultati, quando funzionano, sono straordinari: tumori refrattari alle terapie tradizionali possono regredire rapidamente, talvolta scomparendo del tutto.

Origini e diffusione della terapia

La CAR-T è nata negli Stati Uniti, dove i primi esperimenti risalgono agli inizi degli anni 2010. Dopo anni di studi e sperimentazioni, nel 2017 la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato ufficialmente il trattamento per alcuni tipi di tumore del sangue, come leucemie, linfomi e mielomi. Da allora, la terapia ha iniziato a diffondersi in altri Paesi, tra cui Cina, Regno Unito e Australia.

Nonostante i successi, la CAR-T rimane una cura molto costosa: il prezzo può raggiungere centinaia di migliaia di dollari per singolo paziente. Inoltre, non è ancora disponibile per tutti i tipi di cancro, ma solo per alcune forme specifiche. In Brasile, l’accesso è estremamente limitato e Paulo Peregrino è uno dei pochissimi pazienti ad aver potuto beneficiarne. La sua guarigione rappresenta quindi un evento eccezionale, che accende nuove speranze per tanti altri malati.

Una vita segnata dalla malattia

La storia di Paulo è quella di un uomo che non ha mai smesso di lottare. Dopo la diagnosi di tumore alla prostata, aveva già affrontato cure impegnative. Ma la comparsa del linfoma non Hodgkin ha reso la sua vita ancora più difficile. Le terapie tradizionali, pur avendo inizialmente rallentato la malattia, non sono riuscite a eliminarla. Ogni ciclo di chemioterapia portava con sé effetti collaterali devastanti, e il trapianto di midollo osseo non aveva dato i risultati sperati.

Arrivato a un punto in cui non esistevano più alternative, Paulo si è trovato di fronte a una scelta: accettare la progressione della malattia o tentare un trattamento sperimentale. La decisione di sottoporsi alla CAR-T è stata coraggiosa, e oggi i risultati parlano da soli: il tumore è scomparso.

Le parole dei medici

Il professor Vanderson Rocha, medico e ricercatore della Facoltà di Medicina dell’USP che ha seguito il caso, ha spiegato che la situazione di Paulo era estremamente critica. Non c’erano più terapie disponibili per lui, e la CAR-T rappresentava l’ultima possibilità. “Ora dobbiamo monitorare attentamente il paziente. Sappiamo che la malattia potrebbe ripresentarsi, e solo dopo cinque anni senza recidive si può parlare di guarigione definitiva. Tuttavia, il risultato ottenuto è già molto incoraggiante”, ha dichiarato Rocha.

Secondo i dati raccolti in Brasile, circa il 60% dei pazienti trattati con CAR-T ha visto il tumore scomparire entro 30 giorni dall’infusione delle cellule riprogrammate. Numeri che confermano l’efficacia della terapia, pur ricordando che non si tratta ancora di una soluzione universale.

Un futuro di speranza

La vicenda di Paulo Peregrino non è solo una storia personale di guarigione, ma anche un simbolo di ciò che la scienza può offrire. La CAR-T dimostra come la ricerca medica sia in grado di trasformare il destino di persone che sembravano non avere più speranza. Certo, restano molti ostacoli: i costi elevati, la disponibilità limitata e la necessità di ulteriori studi per estendere la terapia ad altri tipi di tumore.

Tuttavia, il caso di Paulo è un messaggio potente: anche quando tutto sembra perduto, la medicina può aprire nuove strade. La sua dimissione dall’ospedale non segna solo la fine di un ricovero, ma l’inizio di una nuova fase della sua vita, fatta di controlli, di prudenza, ma soprattutto di speranza.

Conclusione

La guarigione di Paulo Peregrino grazie alla terapia CAR-T è una testimonianza concreta dei progressi della scienza moderna. È la dimostrazione che la lotta contro il cancro non è mai ferma e che, grazie all’innovazione, anche le situazioni più disperate possono trovare una via d’uscita. La sua storia, raccontata dai media brasiliani, è destinata a ispirare pazienti, medici e ricercatori in tutto il mondo.