<p>Ancora una volta emerge una vicenda di abusi su minori da parte di preti, fedeli alla Chiesa e a Dio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14817" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2021/04/priest-handcuffed-picture-id481559361-1.jpg" alt="" width="1024" height="683" /></p>
<p>L’inchiesta aperta sul sacerdote delle diocesi di Piazza Armerina, don Giuseppe Rugolo, arrestato per violenza sessuale e atti sessuali con minorenni commessi quando era seminarista e anche dopo la sua ordinazione, sembra rivelare agghiaccianti dettagli: venivano offerte somme di denaro (25 mila euro) alle vittime affinchè non raccontassero cosa fosse successo.</p>
<p>Il prete Giuseppe Rugolo è stato arrestato in Sicilia, in provincia di Enna, per violenza su minori e le Forze dell&#8217;Ordine hanno lanciato un appello: &#8220;<em>Facciamo questo appello ad eventuali altre vittime perché, dalle indagini, oltre alla vittima originaria, ne sono emerse altre due</em>&#8220;, hanno sottolineato.</p>
<p>Ci sono peraltro elementi in base ai quali gli inquirenti ritengono probabile che le violenze dell&#8217;uomo di chiesa siano state perpetrate anche nei confronti di altri soggetti. &#8220;<em>Noi ci auguriamo che qualche altra presunta, e noi riteniamo probabile, ulteriore vittima delle attenzioni sessuali del sacerdote, si faccia avanti. Le accuse di violenza sessuale</em> – ha proseguito il procuratore di Enna – r<em>iguardano, non solo la vittima, ma altre due persone, anche loro minori all&#8217;epoca delle violenze subite. C&#8217;é sottolineare il ruolo di educatore e formatore spirituale dell&#8217;autore di questi fatti, educatori a cui i genitori si rivolgono e affidano speranzosi i loro figli. Questi comportamenti rappresentano una sorta di tradimento per i genitori che si sono fidati&#8221;.</em></p>
<p>Il procuratore Palmeri sottolinea come <em>&#8220;in questa indagine sono comparse le difficoltà classiche che gli investigatori incontrano in una città come Enna, non abituata a fatti del genere&#8221;. &#8220;Inoltre</em> – osserva <em>-abbiamo avuto la difficoltà di dovere indagare su fatti che non erano più attuali. Si è dovuto scavare nei ricordi delle vittime, sono state fatte attività d&#8217;intercettazione e sequestri dei supporti informatici e telefonini che hanno dato confermato la denuncia&#8221;.</em></p>
<p>La vittima aveva denunciato gli abusi subiti al vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana. Era stato aperto un procedimento ecclesiastico che aveva concluso che la violenza c&#8217;era stata, ma solo quando Rugolo era seminarista. Il sacerdote era stato trasferito a Ferrara, per malattia, mentre, invece, nella città estense per un dottorato di ricerca. Secondo i legali del giovane, i familiari avrebbero ricevuto nell&#8217;ottobre del 2019 l&#8217;offerta di 25 mila euro tramite la Caritas in cambio di un accordo con la clausola del silenzio, scrive Ansa.</p>
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