<h2><span style="color: #000000;">Mamma e figlia avvelenate con la ricina: spunta una nuova pista</span></h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-30346" src="https://www.social-magazine.it/wp-content/uploads/2026/05/Immagine-2026-05-26-140834.jpg" alt="" width="1423" height="777" /></p>
<p><span style="color: #000000;">Si apre un nuovo scenario nell’inchiesta sulla morte di <strong>Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni</strong>, avvenuta tra il 27 e il 28 dicembre a <strong>Pietracatella</strong>, in Molise. Le due donne sarebbero state uccise da un sospetto avvelenamento da ricina, ma, a distanza di mesi, la vicenda resta ancora avvolta nel mistero.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nelle ultime ore, gli investigatori hanno compiuto un nuovo passo significativo: è stata infatti convocata in Questura una <strong>zia 90enne</strong>, parente di Gianni Di Vita. L’obiettivo è chiarire alcuni passaggi legati alle ore precedenti alla tragedia, che potrebbero rivelarsi fondamentali per ricostruire quanto accaduto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Al centro delle indagini c’è un dettaglio apparentemente semplice, ma che potrebbe avere un peso decisivo: la donna avrebbe preparato una <strong>torta portata in famiglia la sera del 24 dicembre</strong>, durante la vigilia di Natale. Secondo quanto emerso, però, l’anziana non sarebbe stata presente alla cena in cui il dolce sarebbe stato consumato. Un elemento che gli inquirenti stanno analizzando con grande attenzione, nel tentativo di capire chi abbia avuto accesso agli alimenti nei giorni immediatamente precedenti ai decessi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La Procura di Larino continua a muoversi su più fronti, senza escludere alcuna ipotesi. L’attenzione resta alta sia sulle dinamiche familiari sia su eventuali responsabilità esterne. Nel frattempo, proseguono gli accertamenti tecnici sui reperti biologici, fondamentali per confermare la presenza della ricina e chiarire le modalità di ingestione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I tempi dell’inchiesta, però, si allungano: gli esiti definitivi delle autopsie sono stati rinviati al <strong>30 giugno</strong>, segno della complessità del quadro investigativo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tra le piste più inquietanti che stanno emergendo, prende forma anche quella di una possibile figura esterna, descritta come una <strong>“donna dalla mente diabolica”</strong>. Secondo quanto trapela, si tratterebbe di una persona vicina alla famiglia, in grado di conoscerne abitudini, movimenti e dinamiche quotidiane. Una figura che, secondo gli investigatori, potrebbe aver agito con lucidità e pianificazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Al momento, questa persona rientrerebbe tra le quattro o cinque già sotto osservazione, ma non esistono ancora elementi concreti che la colleghino in modo diretto al duplice omicidio. Resta quindi aperta anche la pista interna alla famiglia, che continua a essere oggetto di verifiche e incroci investigativi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’inchiesta, dunque, non ha ancora imboccato una direzione definitiva e prosegue su più livelli, tra analisi scientifiche, testimonianze e ricostruzioni sempre più dettagliate.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una cosa è certa: la verità su quanto accaduto a Pietracatella è ancora lontana, ma ogni nuovo elemento potrebbe cambiare il corso delle indagini.</span></p>
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